martedì 28 febbraio 2012

Decidersi per Dio - Comprendiamo la Quaresima

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Decidersi per Dio
di Livio Fanzaga

Per comprendere la Quaresima bisogna fare riferimento ai quaranta giorni che Gesù ha trascorso nel deserto prima di compiere la sua missione. Quaranta giorni nei quali Gesù si è preparato alla lotta contro il principe delle tenebre, contro Satana: quaranta giorni di digiuno e di preghiera. Questi quaranta giorni facevano a loro volta riferimento ai quaranta anni che il popolo di Israele ha trascorso nel deserto, deserto che secondo la Sacra Scrittura è un tempo di prova ma anche un tempo di comunione con Dio, ed è comunque il passaggio verso la Terra promessa. 
Per noi è fondamentale il significato di questi quaranta giorni che Gesù ha trascorso nel deserto vivendo nel digiuno e nella preghiera. Sono infatti proprio questi i due connotati fondamentali che ci accompagnano nella Quaresima.

Il primo connotato è la preghiera. Gesù ha trascorso quaranta giorni in intima comunione col padre, la preghiera è uno dei motivi fondamentali di tutta la vita apostolica del Signore: non solo i quaranta giorni prima della sua missione, ma anche durante tutta la sua missione Gesù ha vissuto una intensa preghiera personale, dedicando molte volte l’intera notte a pregare.  E usciva dalla preghiera trasfigurato. Questa è certamente la prima caratteristica della Quaresima, senza la quale ne perdiamo il significato. E qui sta anche la differenza fondamentale tra la Quaresima cristiana e il Ramadan musulmano. La Quaresima cristiana è prima di tutto tempo di comunione con Dio. La comunione con Dio è invece lontana mille miglia dall’islam, per cui davanti a Dio c’è solo la  sottomissione. 
Dunque Gesù ha trascorso quaranta giorni di intima comunione col padre. E lì ha umanamente ha preso tutta quella forza che la preghiera dà e che noi vediamo così espressa in un altro momento della vita di Gesù, quello del Getsemani: lì, attraverso la preghiera il Signore acquista quella forza per cui dice al termine della preghiera, agli apostoli “Alzatevi, andiamo”. E nell’ora delle tenebre affronta la grande battaglia. Nell’uno e nell’altro caso Gesù attraverso la preghiera si è preparato alla grande battaglia contro il principe delle tenebre.

Portando la cosa sul piano della nostra vita cristiana, la Quaresima è anzitutto tempo di preghiera. Preghiera vera, preghiera del cuore, preghiera che è colloquio con Dio, ascolto di Dio, della sua volontà, ascolto delle sue ispirazioni, ascolto di quello che ci dice, il suo richiamo a una vita più santa, più cristiana, una vita più vera. E nella preghiera esporre anche la nostra condizione esistenziale, di persone fragili, affaticate, di persone che molte volte sono scorate, che non hanno ben chiaro il fine della vita, non hanno ben chiare le scelte fondamentali della vita. Quindi vorrei suggerire molto concretamente: la prima cosa da fare in Quaresima è riaccendere la preghiera, almeno le preghiere fondamentali. Al mattino conquistare Dio con il cuore, in cui Dio porta la sua luce, la sua pace, la sua gioia. Molte volte bastano pochi minuti per essere in comunione con Dio, ma poi si deve riattivare durante la giornata questa comunione. E soprattutto la sera, per cui vorrei suggerire una preghiera tipica della Quaresima, che è la preghiera davanti alla croce, cioè mettersi veramente davanti alla croce, meditare sul significato della croce. 

Pietro nella prima predica dopo la Pentecoste ha detto, comprendendo finalmente la Passione : “Patì per i nostri peccati”. Quindi meditare la croce, meditare che attraverso la croce Cristo, il Padre attraverso il Figlio, ci perdona i peccati. Cristo è l’agnello di Dio che porta i peccati del mondo, li ha espiati al nostro posto, per nostro amore, per donarci il perdono nella vita eterna, per cui quando andiamo a confessarci – e il pensiero va soprattutto alla confessione pasquale che deve essere particolarmente significativa – per quanto grandi i delitti che noi abbiamo potuto commettere Gesù ci dà l’assoluzione.

Nel pentimento c’è l’assoluzione dei peccati perché Cristo ha espiato lui al nostro posto, un atto d’amore estremo, che vediamo nel Crocifisso. Quindi vorrei suggerire questa specifica  preghiera quaresimale, prima di andare a letto: sostare davanti alla croce, chiedere perdono per i propri peccati, pensare all’amore estremo con cui Dio ci ha amati, che ha fatto dire a santa Caterina da Siena, guardando la croce: “Chi è  quello stolto bestiale che vedendosi così amato non ami?”.
La preghiera personale diventa più forte, più sostanziosa, se durante la Quaresima ci impegniamo ad andare alla messa quotidiana. Molti lo fanno. Dacci oggi il nostro pane quotidiano: ascoltiamo la parola di Dio, durante la messa riceviamo la comunione. In questo modo rafforziamo la nostra debole volontà per combattere contro il male.

L’altro aspetto fondamentale della Quaresima è il digiuno: fin dai primi tempi i cristiani hanno digiunato il mercoledì e il venerdì, duramente. Poi, il digiuno più rigido a pane e acqua è continuato nella storia della Chiesa soprattuto nel tempo di Quaresima, di Avvento, e così via. Il popolo cristiano ha digiunato fino a qualche decennio fa in modo sostanzialmente serio. Non soltanto nel tempo di Quaresima ma ogni volta che si doveva fare la comunione, si era digiuni dalla mezzanotte. Abbiamo perso sicuramente qualcosa perdendo il digiuno. In tempi recenti la Chiesa ha tentato di ristabilirlo, ma a questo riguardo dobbiamo dire che la vera svolta è venuta dalle apparizioni di Medjugorje: è vero, devono essere ancora riconosciute dalla Chiesa, ma il loro aspetto pastorale lo abbiamo tutti davanti agli occhi. 

La Madonna fin da 30 anni fa ha introdotto un digiuno che adesso ha rinvigorito tutta la Chiesa, il digiuno a pane e acqua il mercoledì e venerdì con finalità ben precise: Oltre alla conversione personale c’è anche una finalità di carattere storico sociale: Gesù ha detto che certi demoni si cacciano con la preghiera e il digiuno; così la Madonna per il demonio dell’odio e della guerra, che vuole distruggere il mondo, ha chiesto la preghiera del santo rosario e il digiuno a pane e acqua mercoledì e venerdì.

Questo digiuno è importantissimo ma attenzione a non intenderlo come una specie di dieta. La Madonna ha detto “digiunate con il cuore”, lo dice anche la Chiesa. Il digiuno cristiano ha un obiettivo ben preciso: è finalizzato al combattimento spirituale, è finalizzato alla mortificazione della fame di mondo, perché cresca in noi la fame di Dio. Questo è l’obiettivo finale del digiuno: portare alla rinuncia vera del peccato, perché attraverso la fame di mondo, le cose di questo mondo, Satana ci distrugge con quello che ci offre.

Dobbiamo dunque innestare nella nostra vita questo tipo di digiuno: cibo, sacrifici, fioretti, c’è un’ampia letteratura a questo riguardo. Rinunciare al fumo, ai liquori durante la quaresima. Ovviamente i più deboli, quelli che si accontentano del digiuno come lo propone la Chiesa con materna accondiscendenza, possono digiunare mercoledì santo  e venerdì santo: la colazione, un pranzo leggero e poi astinenza. Tutti i venerdì di quaresima il minimo indispensabile. Suggerisco però un digiuno molto più rigido, magari rinunciando a quelle cose che fanno male anche la salute come il fumo e l’alcol. Ma tutto queste deve essere finalizzato a rafforzare la volontà in modo tale da rinunciare al peccato Questa è la vera rinuncia, ed è in questo modo che noi ci prepariamo per la Pasqua. Cioè rinunciando al peccato e attraverso la confessione pasquale.

In questo periodo dobbiamo mettere una marcia in più nel nostro cammino verso la santità. Mettiamoci davanti a Dio, guardiamo alla nostra vita, guardiamo cosa c’è da cambiar;, se siamo sulla strada sbagliata, quella che porta alla perdizione, non aspettiamo a cambiarla, non aspettiamo che sia troppo tardi.

Decidiamoci per Dio, decidiamoci per la conversione, decidiamoci per la santità.
Questo è quel modo di vivere la quaresima che farà sì che la Pasqua sia una pasqua veramente di pace, del cuore riconciliato con Dio.

Infine c’è la terza dimensione caratteristica della Quaresima: la carità. Perché la sobrietà tipica della Quaresima, il rinunciare al superfluo, e tutto quanto finora descritto,  è sempre stato visto dalla Chiesa in funzione della carità, della condivisione, in funzione di quel “Avevo fame, e mi avete dato da mangiare; avevo sete e mi avete dato da bere.…):  è la condivisione del pane con chi non ne ha, con chi è più povero. Vorrei aggiungere però che la carità si esprime anche attraverso le sette opere di misericordia spirituale e le sette di misericordia corporale. L’elemosina deve essere un atteggiamento di compassione, o di misericordia verso il prossimo sofferente. E questo può essere dare da mangiare a chi non ne ha, può essere una mano tesa, un incoraggiamento: visitare i carcerati, e tutte quelle opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, visitare i malati, tutta quella gamma di opere che ci portano al prossimo. 

Questo è il dinamismo della Quaresima: attraverso la preghiera tu ricevi l’amore di Dio nel tuo cuore e attraverso la carità tu lo doni agli altri.

Livio Fanzaga


fonte: La bussola quotidiana

sabato 25 febbraio 2012

Messaggio da Medjugorje 25 FEBBRAIO 2012

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Messaggio da Medjugorje 25 FEBBRAIO 2012


"Cari figli! In questo tempo in modo particolare vi invito: pregate col cuore. Figlioli, voi parlate tanto ma pregate poco. Leggete, meditate la Sacra Scrittura e le parole scritte in essa  siano per voi vita. Io vi esorto e vi amo perchè in Dio troviate la vostra pace e la gioia di vivere. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”




Per approfondimenti e commenti al messaggio vi invito come sempre a visitare il sito di Radio Maria.



Ecco le traduzioni del messaggio in inglese, tedesco, francese e spagnolo:

 ENGLISH
Message, 25. February 2012
“Dear children! At this time, in a special way I call you: 'pray with the heart'. Little children, you speak much and pray little. Read and meditate on Sacred Scripture, and may the words written in it be life for you. I encourage and love you, so that in God you may find your peace and the joy of living.  Thank you for having responded to my call.”
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 DEUTSCH
Botschaft, 25. Februar 2012
„Liebe Kinder! In dieser Zeit rufe ich euch auf besondere Weise: betet mit dem Herzen. Meine lieben Kinder, ihr sprecht viel und betet wenig. Lest, medietiert die Heilige Schrift, und die darin geschribenen Worte mögen euch Leben sein. Ich ermutige und liebe euch, so dass ihr in Gott euren Frieden und die Freude des Lebens findet. Danke dass ihr meinem Ruf gefolgt seid!“
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 FRANCAIS
Message, 25. février 2012
« Chers enfants, en ce temps, je vous invite de manière spéciale: priez avec le coeur. Petits enfants, vous parlez beaucoup mais vous priez peu. Lisez, méditez l'Ecriture Sainte, et que les paroles qui y sont écrites soient vie pour vous. Je vous encourage et je vous aime, afin que vous trouviez en Dieu votre paix et la joie de vivre. Je suis avec vous. Merci d’avoir répondu à mon appel.»
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 ESPANOL
Mensaje, 25. febrero 2012
“¡Queridos hijos! En este tiempo de manera especial los invito: oren con el corazón. Hijitos, ustedes hablan mucho pero oran poco. Lean, mediten la Sagrada Escritura y que las palabras allí escritas sean vida para ustedes. Yo los exhorto y los amo, para que en Dios puedan encontrar vuestra paz y la alegría de vivir. Gracias por haber respondido a mi llamado.”

venerdì 10 febbraio 2012

Le Apparizioni di Medjugorje 6/6 - I sei veggenti

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I veggenti  di Medjugorje


Mirjana Dragicevic-Soldo è nata il 18 marzo 1965 a Sarajevo. Ha un fratello minore , Miroslav.  Ha avuto le apparizioni quotidiane dal 24 giugno 1981 al 25 dicembre 1982. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un'apparizione all'anno nel giorno del suo compleanno, il 18 marzo. Dal 2 agosto 1987, secondo la sua testimonianza, ogni secondo giorno del mese Mirjana vede la Vergine ed insieme a Lei prega per i non credenti. Dal 2 gennaio 1997, tale esperienza non è più esclusivamente privata e tale incontro di preghiera è aperto anche ai fedeli. Sposata dal 16 settembre 1989 con Marco Soldo, nipote di padre Slavko,  vive con la sua famiglia a Medjugorje. Ha due figlie: Marija, nata l di cembre 1990, e Veronika, il 19 aprile 1994. L'intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine è la preghiera per i non credenti che non conoscono l'amore di Dio.
Ivanka Ivankovic-Elez è nata il 21 giugno 1966 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. E stata la prima a vedere la Gospa. Fino al 7 maggio 1985 ha avuto apparizioni quotidiane. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine le disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un'apparizione all'anno in occasione dell'anniversario delle apparizioni, il 25 giugno. Ivanka è sposata  con Raiko Elez dal 1986 ed ha tre figli, Kristina, Josip e Ivan. Vive con la sua famiglia a Medjugorje. L'intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine è la preghiera per le famiglie.
Jakov Colo è nato il 6 marzo 1971 a Sarajevo. Figlio unico di Ante, che lavorava a Sarajevo, e di Jaca, è rimasto orfano di entrambi in tenera età, ed è stato allevato dai genitori di Marija, suoi zii. Ha avuto apparizioni quotidiane dal 25.6.1981. al 12.9.1998. Quel giorno, affidandole il decimo segreto, la Vergine gli disse che per tutta la sua vita avrebbe avuto un'apparizione all'anno, il giorno di Natale, 25 dicembre quando Lei porta Gesù Bambino in braccio. L’11 aprile 1993, ventiduenne, ha Sposato l’italiana Annalisa Barozzi nel giorno di Pasqua. Oggi hanno tre figli, di cui la più grande è Arianna Maria, nata nel gennaio del 1995.  Vive con la sua famiglia a Medjugorje. L'intenzione di preghiera affidata a lui dalla Vergine è la preghiera per i malati. 
Ivan Dragicevic è nato il 25 maggio 1965 a Bijakovici, parrocchia Medjugorje. è il maggiore dei tre figli di Stanko e di Slata, contadini. È sempre apparso calmo, taciturno, introverso ma ha imparato a superare la propria timidezza, con lunghe interviste e tenendo incontri pubblici in tutto il mondo. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti.  Vive diversi mesi dell'anno a Medjugorje, passando i rimanenti a Boston, la città di sua moglie, Laureen Murphy, che ha sposato il 23 ottobre 1994 e che gli ha dato tre figli. L'intenzione di preghiera affidata a lui dalla Vergine è la preghiera per i giovani e per i sacerdoti.
Vicka Ivankovic-Mijatovic  è nata il 3 settembre 1964 a Bijakovici da Zlata e da Pero, allora operaio in Germania. La famiglia coltivava anche campi. Quinta di otto figli, ha una sorella farmacista e una impiegata  Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Vicka è sposata, ha una bambina e vive a Krehin Grac presso Medjugorje. L'intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine è la preghiera per i malati. 

Marija Pavlovic-Lunetti  è nata il 10 aprile 1965 a Bijakovici. I suoi genitori, Filippo e Iva, sono agricoltori. Ha tre fratelli, Pero, Andrija e Ante — che andranno tutti operai in Germania — e due sorelle, una maggiore, Ruzica, e una minore, Milka. Quest’ultima è stata veggente per un giorno il 24 giugno 1981. Continua tuttora ad avere apparizioni quotidiane. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Grazie a lei, la Vergine invia il suo messaggio alla parrocchia ed al mondo. Dal 1.03.1984 al 8.1.1987 il messagio era dato ogni giovedi, e dal 25 gennaio 1987, il 25 di ogni mese. La Vergine gli ha rivelato nove segreti. Marija vive in Italia, a Monza, in provincia di Milano, è sposata Con Paolo Lunetti e ha tre figli. Ha un carattere peculiare: traspare subito l’umiltà, l’obbedienza verso il piano di Dio, che poi si sposano con una forte convinzione interiore, con una costanza integerrima. L'intenzione di preghiera affidata a lei dalla Vergine è la preghiera per le anime del purgatorio.





Le Apparizioni di Medjugorje:


1. L'Inizio delle Apparizioni

2. “Io sono la Beata Vergine Maria”

3. La persecuzione del regime comunista

4. Padre Jozo crede alle Apparizioni

5. I Segni straordinari del Sole e degli Astri

6. I sei veggenti di Medjugorje

Appendice: Dove si trova Medjugorje

Testimonianze:

A. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Vicka.

B. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Jakov.

Le Apparizioni di Medjugorje 5/6 - I Segni straordinari del Sole e degli Astri

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I Segni straordinari del Sole e degli Astri 

Tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto (1981) la gente assiste a segni straordinari del sole e degli astri: la notte del 6 agosto appare nel cielo la scritta luminosa MIR (PACE) e tali fenomeni inspiegabili si susseguono nel corso del tempo. Una notte la Madonna chiede ai veggenti di andare alla collina delle apparizioni e durante la preghiera comincia a scendere dal cielo una sfera luminosa esplodendo sopra la terra e facendo uscire migliaia di piccole stelle. 
Il 2 agosto 1981, poco dopo le sei di sera, secondo alcuni testimoni oculari, dal sole sembra staccarsi un cerchio luminoso che si avvicina alla terra, poi comincia a ondulare emettendo sfere luminose che si dirigono verso Medjugorje e un fascio di luce a forma di arcobaleno verso il luogo delle apparizioni e subito dopo fino al campanile della chiesa dove appare l’immagine limpida della Madonna. Alla fine di agosto, durante un’apparizione, la Vergine si definisce “Regina della Pace. Il 28 ottobre il Podbrdo sembra andare a fuoco, ma nulla viene trovato bruciato, una guardia addetta al controllo locale si inginocchia e prega. Molte altre guardie si convertiranno. Il 22 ottobre 1982 scompare improvvisamente la grande croce in cemento armato che si erge sul monte Križevac e appare al suo posto una figura luminosa di donna e il fenomeno si ripete anche il 17 aprile 1983.
Dal 14 gennaio 1982 le apparizioni cominciano ad avvenire regolarmente nella stanza di fronte la sacrestia fino all’aprile 1985 quando, su esplicita richiesta del vescovo diocesano, i veggenti saranno costretti a lasciare la stanza per spostarsi nella casa parrocchiale.
Dal 1° marzo 1984, per lo più tramite Marija, la Madonna da ogni giovedì dei messaggi per la parrocchia di Medjugorje e per il mondo intero e, dal 25 gennaio 1987, comincia a darli ogni 25 del mese.
Il 25 giugno 1991 la Croazia e la Slovenia proclamano la loro separazione dalla Federazione Jugoslava e il 26 giugno la Serbia invade la Slovenia, esattamente dieci anni dopo l’apparizione della Vergine in lacrime a Marija, implorante pace e riconciliazione. Nel marzo 1992 la Bosnia-Erzegovina vota la sua indipendenza dalla Serbia, che attacca il nuovo stato. La guerra cessa il 21 novembre 1995 per l’intervento delle forze dell’Onu e della Nato. Nonostante la guerra i pellegrini, seppur diminuiti di numero, continuano a raggiungere il santuario mariano, mentre convogli umanitari portano cibo e vestiti dai paesi dell’europa occidentale. In questo periodo i messaggi della Madonna appaiono orientati verso la pace, l’amore verso il prossimo e la preghiera contro Satana.


continua...



Le Apparizioni di Medjugorje:


1. L'Inizio delle Apparizioni

2. “Io sono la Beata Vergine Maria”

3. La persecuzione del regime comunista

4. Padre Jozo crede alle Apparizioni

5. I Segni straordinari del Sole e degli Astri

6. I sei veggenti di Medjugorje

Appendice: Dove si trova Medjugorje

Testimonianze:

A. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Vicka.

B. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Jakov.

Le Apparizioni di Medjugorje 4/6 - Padre Jozo crede alle apparizioni

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Padre Jozo crede alle apparizioni 
(luglio 1981)


Il 3 luglio 1981 fra Jozo è in chiesa a pregare per essere illuminato sugli eventi, dopo aver chiesto ai fedeli invano di non andare al Podbrdo, quando sente una voce che gli dice: “Esci subito fuori e metti in salvo i ragazzi”. Fra Jozo apre la porta della chiesa e vede accorrere i veggenti inseguiti dalla polizia e decide quindi di proteggerli, nascondendoli nella casa parrocchiale dove hanno la prima di una serie di apparizioni che si susseguiranno in quello stesso luogo. Il giorno successivo i veggenti non sono riuniti, e la Madonna appare a ciascuno là dove si trova. La stampa del regime menziona per la prima volta gli eventi di Medjugorje giudicandoli sovversivi.
Il 9 luglio le apparizioni riprendono al Podbrdo, ma il 13 luglio la Milizia blocca l’accesso al monte con guardie e cani. Le apparizioni però continuano dovunque siano i veggenti alle 17,45 circa. In questo periodo, secondo la testimonianza di Marija, accade un fatto particolare ai veggenti, in un punto più a valle del consueto luogo delle apparizioni: “Noi passavamo di là e ad un tratto la Madonna ci è apparsa. Non ce lo aspettavamo! Allora abbiamo pregato e cantato. In quel momento i miliziani ci cercavano e incolleriti percorrevano tutta la zona. Sono passati di lì, vicinissimi a noi ma erano come accecati: non ci hanno visti! Non sentivano nemmeno i nostri canti. Era incredibile, avanzavano e parlavano tra loro come se non fossimo là, mentre noi cantavamo a pochi metri da loro. Da quel giorno in poi, la Madonna ci è apparsa molto spesso lassù e la milizia non ci ha mai trovati”.
Fra Jozo, che adesso è convinto dell’autenticità dell’apparizione, viene arrestato con l’accusa di sedizione: in una predica dell’11 luglio infatti il parroco parla di “quarant’anni di deserto” e sono esattamente quarant’anni che Tito ha preso il potere, quindi la rivoluzione comunista sarebbe il deserto descritto dal frate sovversivo. Il regime comunista prosegue la propria intimidazione prendendo nota di tutte le auto che giungono a Medjugorje, minacciando i proprietari di far perdere loro il lavoro o di arrestarli. Dal momento che tutte le misure repressive risultano inutili, il regime cerca di far leva sulla paura, radunando l’esercito all’ingresso di Medjugorje con cannoni e cani poliziotto. 






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Le Apparizioni di Medjugorje:


1. L'Inizio delle Apparizioni

2. “Io sono la Beata Vergine Maria”

3. La persecuzione del regime comunista

4. Padre Jozo crede alle Apparizioni

5. I Segni straordinari del Sole e degli Astri

6. I sei veggenti di Medjugorje

Appendice: Dove si trova Medjugorje

Testimonianze:

A. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Vicka.

B. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Jakov.

Le Apparizioni di Medjugorje 3/6 - La persecuzione del regime comunista

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La persecuzione del regime comunista 
(settimo giorno e successivi)

Il 29 giugno 1981, festa dei Santi Pietro e Paolo, mentre stanno andando a messa, i ragazzi vengono prelevati da una macchina della polizia e da un’ambulanza per un controllo da effettuarsi presso il reparto psichiatrico dell’ospedale di Mostar, dove la dottoressa Milija Ďzudza li dichiara perfettamente sani di mente, rimanendo colpita dalla loro fede. Al ritorno a casa, sul Podbrdo, la Madonna li sostiene e li incoraggia per le persecuzioni patite a causa sua. In quel giorno avviene il primo di una lunga serie di miglioramenti e guarigioni: Danijel Šetka, un bambino di tre anni, colpito da setticemia, malattia che lo costringe al mutismo e al ricorso di un aiuto per camminare. La Madonna, a cui Vicka chiede la guarigione del bimbo, invita i genitori alla preghiera e alla fede e le condizioni di salute di Danijel migliorano notevolmente di lì a poco. Fino al 1986 i registri parrocchiali riportano già trecento guarigioni ritenute miracolose e di cui viene depositata relativa documentazione.
Il settimo giorno dall’inizio delle apparizioni due giovani donne, Mirjana e Ljubica, che agiscono per conto del regime comunista, portano i ragazzi a fare una breve gita in automobile, con lo scopo di mantenerli lontani dalla collina delle apparizioni. A Sarajevo sospettano infatti che si tratti di un complotto clerico-nazionalista e per questa ragione, le autorità vietano al popolo di pregare al di fuori delle mura della chiesa, credendo così di fermare il crescente fenomeno delle apparizioni della Madonna. Fatta fermare la macchina, i veggenti cominciano a pregare in un punto da cui era visibile il Podbrdo: “Noi da quel luogo vedevamo il Podbrdo e la gente che vi si era radunata. Quando abbiamo iniziato a pregare, sopra la gente è apparsa una nube luminosa. Però subito ci si è accorti che si trattava della Madonna; noi l’abbiamo vista subito chiaramente. Si librava nell’aria; i suoi vestiti ondeggiavano. Veniva verso di noi. Era una cosa meravigliosa; non si può descriverla”. Tornati a Medjugorje i ragazzi subiscono un altro interrogatorie da fra Jozo. L’indomani la polizia convoca presso la scuola di Medjugorje i ragazzi e i loro genitori per recarsi a Čitluk. Negli uffici della Milizia si presentano solo i genitori, che vengono intimiditi a proibire ai figli di salire sul Podbrdo. Nel pomeriggio, quando i veggenti si stanno preparando per salire sulla collina delle apparizioni, si presentano due incaricati del comune con la scusa di un interrogatorio in canonica. La macchina prosegue oltre la chiesa, nonostante le proteste dei passeggeri. Quel giorno l’apparizione avviene in automobile durante il tragitto. 


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Le Apparizioni di Medjugorje:


1. L'Inizio delle Apparizioni

2. “Io sono la Beata Vergine Maria”

3. La persecuzione del regime comunista

4. Padre Jozo crede alle Apparizioni

5. I Segni straordinari del Sole e degli Astri

6. I sei veggenti di Medjugorje

Appendice: Dove si trova Medjugorje

Testimonianze:

A. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Vicka.

B. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Jakov.

Le Apparizioni di Medjugorje 2/6 - “Io sono la Beata Vergine Maria”

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"Io sono la Beata Vergine Maria” 
(terzo, quarto e quinto giorno)

Il terzo giorno i tre ragazzi all’ora consueta si recano nel luogo dell’apparizione, mentre la gente accorsa in massa si stringe intorno a loro. L’apparizione questa volta è anticipata da tre lampi di luce che molte persone vedono e avviene in un posto più in alto del giorno precedente. Vicka asperge la visione con dell’acqua benedetta dicendo: “Se sei la Madonna, rimani; se non lo sei, vattene via da noi”, e la figura sorride e rimane rispondendo alla domanda di Mirjana sulla sua identità: “Io sono la Beata Vergine Maria”. Dopo aver risposto ad altre domande, la Madonna saluta e va via. Scendendo la collina prima degli altri, Marija vede la Madonna addolorata e piangente con una grande croce, che chiede pace e riconciliazione.
Il giorno dopo i ragazzi vengono prelevati da due automobili della polizia e condotti presso gli uffici della Milizia a Čitluk, sede del comune, dove subiscono un lungo interrogatorio; poi vengono portati in un piccolo centro ospedaliero per essere sottoposti ad alcuni esami medico-psichiatrici: il dottor Ante Vujević dichiara la loro perfetta sanità mentale. Rilasciati, i veggenti, tranne Ivan, prendono un taxi per dirigersi verso la collina delle apparizioni (come ormai è stata ribattezzata) dove vedono la Madonna a cui rivolgono qualche domanda.
Il quinto giorno, domenica, dopo la messa il parroco Jozo Zovko, ritornato dopo un ritiro spirituale di un mese a Zagabria, interroga i veggenti nella canonica dopo la messa, sospettando qualche macchinazione organizzata dal regime comunista per screditare la chiesa locale, invitando i fedeli alla prudenza, che accorrono in massa sul luogo delle apparizioni nonostante l’invito alla cautela. 


continua...




Le Apparizioni di Medjugorje:


1. L'Inizio delle Apparizioni

2. “Io sono la Beata Vergine Maria”

3. La persecuzione del regime comunista

4. Padre Jozo crede alle Apparizioni

5. I Segni straordinari del Sole e degli Astri

6. I sei veggenti di Medjugorje

Appendice: Dove si trova Medjugorje

Testimonianze:

A. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Vicka.



B. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Jakov.

giovedì 9 febbraio 2012

Le Apparizioni di Medjugorje 1/6 - L'Inizio delle apparizioni

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Pubblichiamo regolarmente i Messaggi della Madonna da Medjugorje e mi sembra necessario a questo punto descrivere cosa sia accaduto (e stia accadendo ancora oggi) in quel paesino della Bosnia-Erzegovina (QUI abbiamo descritto i luoghi). Cominciamo perciò la pubblicazione di un breve racconto dei primi giorni delle Apparizioni della Vergine Maria Regina della Pace a Medjugorje. Lo faremo in sei piccoli post per rendere la lettura più agevole e meno pesante, con il desiderio di rappresentare i fatti così come si sono svolti (in caso di inesattezze perdonateci) e di incuriosire chi non li conoscesse. Ma soprattutto di indurvi ad approfondire la conoscenza di questi eventi così importanti per ognuno di noi e per l'umanità intera.

L'Inizio delle apparizioni 
(primi due giorni)


La mattina del 24 giugno 1981, festa di San Giovanni Battista, tre ragazze, Ivanka Ivancović di quindici anni, Mirjana Dragicević di sedici e Vicka Ivancović di diciassette si mettono d’accordo per fare una passeggiata verso sera ma Vicka, stanca dopo il viaggio in corriera a Mostar per ripetizioni scolastiche, si addormenta mancando quindi all’appuntamento. Arrivate alle pendici del monte Crnica, in una località chiamata Podbrdo, Ivanka distingue una figura luminosa ed evanescente di una giovane donna e avverte l’amica della presenza della Madonna. Prese dal panico e intimorite, le ragazze fuggono via, ma lungo la strada del ritorno incontrano Milka Pavlović, di dodici anni, che le prega di aiutarla a far rientrare le pecore. Così, sia per aiutare Milka, sia per la curiosità di rivedere il luogo indicato da Ivanka, ritornano sui loro passi ed ecco su una nube apparire loro la figura di una giovane donna con un bambino in braccio. In questo primo incontro la visione non parla, fa solo un segno con la mano affinché le tre amiche si avvicinino. A questo punto Vicka, ricordatasi dell’appuntamento, le raggiunge: “Quando le raggiunsi, esse mi dissero insieme: ‹‹Vicka, ecco lì la Madonna!››. Ma cosa succedeva loro? Ma quale Madonna? In realtà pensavo che avessero visto un serpente e che avessero voglia di prendermi in giro. Mi sono tolta le ciabatte e sono fuggita scalza, come una matta…”. Strada facendo Vicka incontra Ivan Ivancović, di venti anni e Ivan Dragicević di sedici, e li prega di accompagnarla dalle tre ragazze che dicono di vedere la Madonna. Giunti sul posto trovano le tre ragazze incantate davanti a qualcosa e anche Vicka resta subito rapita, mentre i due ragazzi fuggono via impauriti. La figura col bambino in braccio fa nuovamente cenno alle quattro ragazze di avvicinarsi, ma esse rimangono ferme, non trovando il coraggio di farlo. Finalmente la figura scompare senza parlare.
La notizia dell’apparizione si diffonde per tutto il paese e la sera del giorno successivo il monte è già pieno di gente. Ivanka, Mirjana e Vicka decidono di tornare al luogo dell’apparizione alla stessa ora del giorno prima e vanno a chiamare Milka, impossibilitata a venire perché la madre la reclama per le faccende domestiche, mentre Ivan Ivancović decide di non andarci: entrambi, pur partecipando a successive apparizioni, non vedranno più la Madonna. Iniziata la salita al monte, vedono un lampo di luce, poi la giovane donna, molto più in alto e senza il bambino fra le braccia. Vicka scende di corsa dalla collina a chiamare Marija Pavlović (16 anni), sorella maggiore di Milka, a cui la madre aveva dato il permesso di andare, e Jacov Čolo di dieci anni, cugino di Vicka che in quel momento si trova con Marija. Ivan Dragicević invece decide di salire sulla collina per un’altra via, con alcuni suoi amici. La Madonna, come nel giorno precedente, fa loro segno di avvicinarsi, che lo fanno senza esitazione, e li saluta prima di scomparire. In questo giorno si forma il gruppo dei sei veggenti di Medjugorje e, secondo le indicazioni della Madonna, viene considerato il primo giorno delle apparizioni. 









Le Apparizioni di Medjugorje:


1. L'Inizio delle Apparizioni

2. “Io sono la Beata Vergine Maria”

3. La persecuzione del regime comunista

4. Padre Jozo crede alle Apparizioni

5. I Segni straordinari del Sole e degli Astri

6. I sei veggenti di Medjugorje

Appendice: Dove si trova Medjugorje

Testimonianze:

A. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Vicka.

B. Testimonianza di Vicka e Jakov di Medjugorje portati fisicamente dalla Madonna nell'aldilà. - Il viaggio di Jakov.

martedì 7 febbraio 2012

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA QUARESIMA 2012

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Pubblichiamo integralmente il messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Quaresima 2012, sul tema: Prestiamo attenzione gli uni agli altri,  per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone (Eb10,24).

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
PER LA QUARESIMA 2012
 
«Prestiamo attenzione gli uni agli altri,
per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone
» (Eb10,24)
 
Fratelli e sorelle,
la Quaresima ci offre ancora una volta l'opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l'aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. E' un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale.
Quest’anno desidero proporre alcuni pensieri alla luce di un breve testo biblico tratto dalla Lettera agli Ebrei: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (10,24). E’ una frase inserita in una pericope dove lo scrittore sacro esorta a confidare in Gesù Cristo come sommo sacerdote, che ci ha ottenuto il perdono e l'accesso a Dio. Il frutto dell'accoglienza di Cristo è una vita dispiegata secondo le tre virtù teologali: si tratta di accostarsi al Signore «con cuore sincero nella pienezza della fede» (v. 22), di mantenere salda «la professione della nostra speranza» (v. 23) nell'attenzione costante ad esercitare insieme ai fratelli «la carità e le opere buone» (v. 24). Si afferma pure che per sostenere questa condotta evangelica è importante partecipare agli incontri liturgici e di preghiera della comunità, guardando alla meta escatologica: la comunione piena in Dio (v. 25). Mi soffermo sul versetto 24, che, in poche battute, offre un insegnamento prezioso e sempre attuale su tre aspetti della vita cristiana: l'attenzione all'altro, la reciprocità e la santità personale.

1. “Prestiamo attenzione”: la responsabilità verso il fratello.

Il primo elemento è l'invito a «fare attenzione»: il verbo greco usato è katanoein,che significa osservare bene, essere attenti, guardare con consapevolezza, accorgersi di una realtà. Lo troviamo nel Vangelo, quando Gesù invita i discepoli a «osservare» gli uccelli del cielo, che pur senza affannarsi sono oggetto della sollecita e premurosa Provvidenza divina (cfr Lc 12,24), e a «rendersi conto» della trave che c’è nel proprio occhio prima di guardare alla pagliuzza nell'occhio del fratello (cfr Lc 6,41). Lo troviamo anche in un altro passo della stessa Lettera agli Ebrei, come invito a «prestare attenzione a Gesù» (3,1), l'apostolo e sommo sacerdote della nostra fede. Quindi, il verbo che apre la nostra esortazione invita a fissare lo sguardo sull’altro, prima di tutto su Gesù, e ad essere attenti gli uni verso gli altri, a non mostrarsi estranei, indifferenti alla sorte dei fratelli. Spesso, invece, prevale l’atteggiamento contrario: l’indifferenza, il disinteresse, che nascono dall’egoismo, mascherato da una parvenza di rispetto per la «sfera privata». Anche oggi risuona con forza la voce del Signore che chiama ognuno di noi a prendersi cura dell'altro. Anche oggi Dio ci chiede di essere «custodi» dei nostri fratelli (cfr Gen 4,9), di instaurare relazioni caratterizzate da premura reciproca, da attenzione al bene dell'altro e a tutto il suo bene. Il grande comandamento dell'amore del prossimo esige e sollecita la consapevolezza di avere una responsabilità verso chi, come me, è creatura e figlio di Dio: l’essere fratelli in umanità e, in molti casi, anche nella fede, deve portarci a vedere nell'altro un vero alter ego, amato in modo infinito dal Signore. Se coltiviamo questo sguardo di fraternità, la solidarietà, la giustizia, così come la misericordia e la compassione, scaturiranno naturalmente dal nostro cuore. Il Servo di Dio Paolo VI affermava che il mondo soffre oggi soprattutto di una mancanza di fraternità: «Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli» (Lett. enc. Populorum progressio [26 marzo 1967], n. 66).
L’attenzione all’altro comporta desiderare per lui o per lei il bene, sotto tutti gli aspetti: fisico, morale e spirituale. La cultura contemporanea sembra aver smarrito il senso del bene e del male, mentre occorre ribadire con forza che il bene esiste e vince, perché Dio è «buono e fa il bene» (Sal 119,68). Il bene è ciò che suscita, protegge e promuove la vita, la fraternità e la comunione. La responsabilità verso il prossimo significa allora volere e fare il bene dell'altro, desiderando che anch'egli si apra alla logica del bene; interessarsi al fratello vuol dire aprire gli occhi sulle sue necessità. La Sacra Scrittura mette in guardia dal pericolo di avere il cuore indurito da una sorta di «anestesia spirituale» che rende ciechi alle sofferenze altrui. L’evangelista Luca riporta due parabole di Gesù in cui vengono indicati due esempi di questa situazione che può crearsi nel cuore dell’uomo. In quella del buon Samaritano, il sacerdote e il levita «passano oltre», con indifferenza, davanti all’uomo derubato e percosso dai briganti (cfr Lc 10,30-32), e in quella del ricco epulone, quest’uomo sazio di beni non si avvede della condizione del povero Lazzaro che muore di fame davanti alla sua porta (cfr Lc 16,19). In entrambi i casi abbiamo a che fare con il contrario del «prestare attenzione», del guardare con amore e compassione. Che cosa impedisce questo sguardo umano e amorevole verso il fratello? Sono spesso la ricchezza materiale e la sazietà, ma è anche l’anteporre a tutto i propri interessi e le proprie preoccupazioni. Mai dobbiamo essere incapaci di «avere misericordia» verso chi soffre; mai il nostro cuore deve essere talmente assorbito dalle nostre cose e dai nostri problemi da risultare sordo al grido del povero. Invece proprio l’umiltà di cuore e l'esperienza personale della sofferenza possono rivelarsi fonte di risveglio interiore alla compassione e all'empatia: «Il giusto riconosce il diritto dei miseri, il malvagio invece non intende ragione» (Pr 29,7). Si comprende così la beatitudine di «coloro che sono nel pianto» (Mt 5,4), cioè di quanti sono in grado di uscire da se stessi per commuoversi del dolore altrui. L'incontro con l'altro e l'aprire il cuore al suo bisogno sono occasione di salvezza e di beatitudine.
Il «prestare attenzione» al fratello comprende altresì la premura per il suo bene spirituale. E qui desidero richiamare un aspetto della vita cristiana che mi pare caduto in oblio: la correzione fraterna in vista della salvezza eterna. Oggi, in generale, si è assai sensibili al discorso della cura e della carità per il bene fisico e materiale degli altri, ma si tace quasi del tutto sulla responsabilità spirituale verso i fratelli. Non così nella Chiesa dei primi tempi e nelle comunità veramente mature nella fede, in cui ci si prende a cuore non solo la salute corporale del fratello, ma anche quella della sua anima per il suo destino ultimo. Nella Sacra Scrittura leggiamo: «Rimprovera il saggio ed egli ti sarà grato. Dà consigli al saggio e diventerà ancora più saggio; istruisci il giusto ed egli aumenterà il sapere» (Pr 9,8s). Cristo stesso comanda di riprendere il fratello che sta commettendo un peccato (cfr Mt 18,15). Il verbo usato per definire la correzione fraterna - elenchein - è il medesimo che indica la missione profetica di denuncia propria dei cristiani verso una generazione che indulge al male (cfr Ef 5,11). La tradizione della Chiesa ha annoverato tra le opere di misericordia spirituale quella di «ammonire i peccatori». E’ importante recuperare questa dimensione della carità cristiana. Non bisogna tacere di fronte al male. Penso qui all’atteggiamento di quei cristiani che, per rispetto umano o per semplice comodità, si adeguano alla mentalità comune, piuttosto che mettere in guardia i propri fratelli dai modi di pensare e di agire che contraddicono la verità e non seguono la via del bene. Il rimprovero cristiano, però, non è mai animato da spirito di condanna o recrimina-zione; è mosso sempre dall’amore e dalla misericordia e sgorga da vera sollecitudine per il bene del fratello. L’apostolo Paolo afferma: «Se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spirito correggetelo con spirito di dolcezza. E tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu» (Gal 6,1). Nel nostro mondo impregnato di individualismo, è necessario riscoprire l’importanza della correzione fraterna, per camminare insieme verso la santità. Persino «il giusto cade sette volte» (Pr 24,16), dice la Scrittura, e noi tutti siamo deboli e manchevoli (cfr 1 Gv 1,8). E’ un grande servizio quindi aiutare e lasciarsi aiutare a leggere con verità se stessi, per migliorare la propria vita e camminare più rettamente nella via del Signore. C’è sempre bisogno di uno sguardo che ama e corregge, che conosce e riconosce, che discerne e perdona (cfr Lc 22,61), come ha fatto e fa Dio con ciascuno di noi.

2. “Gli uni agli altri”: il dono della reciprocità.

Tale «custodia» verso gli altri contrasta con una mentalità che, riducendo la vita alla sola dimensione terrena, non la considera in prospettiva escatologica e accetta qualsiasi scelta morale in nome della libertà individuale. Una società come quella attuale può diventare sorda sia alle sofferenze fisiche, sia alle esigenze spirituali e morali della vita. Non così deve essere nella comunità cristiana! L’apostolo Paolo invita a cercare ciò che porta «alla pace e alla edificazione vicendevole» (Rm 14,19), giovando al «prossimo nel bene, per edificarlo» (ibid. 15,2), senza cercare l'utile proprio «ma quello di molti, perché giungano alla salvezza» (1 Cor 10,33). Questa reciproca correzione ed esortazione, in spirito di umiltà e di carità, deve essere parte della vita della comunità cristiana.
I discepoli del Signore, uniti a Cristo mediante l’Eucaristia, vivono in una comunione che li lega gli uni agli altri come membra di un solo corpo. Ciò significa che l'altro mi appartiene, la sua vita, la sua salvezza riguardano la mia vita e la mia salvezza. Tocchiamo qui un elemento molto profondo della comunione:la nostra esistenza è correlata con quella degli altri, sia nel bene che nel male; sia il peccato, sia le opere di amore hanno anche una dimensione sociale. Nella Chiesa, corpo mistico di Cristo, si verifica tale reciprocità: la comunità non cessa di fare penitenza e di invocare perdono per i peccati dei suoi figli, ma si rallegra anche di continuo e con giubilo per le testimonianze di virtù e di carità che in essa si dispiegano. «Le varie membra abbiano cura le une delle altre»(1 Cor 12,25), afferma San Paolo, perché siamo uno stesso corpo. La carità verso i fratelli, di cui è un’espressione l'elemosina - tipica pratica quaresimale insieme con la preghiera e il digiuno - si radica in questa comune appartenenza. Anche nella preoccupazione concreta verso i più poveri ogni cristiano può esprimere la sua partecipazione all'unico corpo che è la Chiesa. Attenzione agli altri nella reciprocità è anche riconoscere il bene che il Signore compie in essi e ringraziare con loro per i prodigi di grazia che il Dio buono e onnipotente continua a operare nei suoi figli. Quando un cristiano scorge nell'altro l'azione dello Spirito Santo, non può che gioirne e dare gloria al Padre celeste (cfr Mt 5,16).

3. “Per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone”: camminare insieme nella santità.

Questa espressione della Lettera agli Ebrei (10,24) ci spinge a considerare la chiamata universale alla santità, il cammino costante nella vita spirituale, ad aspirare ai carismi più grandi e a una carità sempre più alta e più feconda (cfr 1 Cor 12,31-13,13). L'attenzione reciproca ha come scopo il mutuo spronarsi ad un amore effettivo sempre maggiore, «come la luce dell'alba, che aumenta lo splendore fino al meriggio» (Pr 4,18), in attesa di vivere il giorno senza tramonto in Dio. Il tempo che ci è dato nella nostra vita è prezioso per scoprire e compiere le opere di bene, nell’amore di Dio. Così la Chiesa stessa cresce e si sviluppa per giungere alla piena maturità di Cristo (cfr Ef 4,13). In tale prospettiva dinamica di crescita si situa la nostra esortazione a stimolarci reciprocamente per giungere alla pienezza dell'amore e delle buone opere.
Purtroppo è sempre presente la tentazione della tiepidezza, del soffocare lo Spirito, del rifiuto di «trafficare i talenti» che ci sono donati per il bene nostro e altrui (cfr Mt 25,25s). Tutti abbiamo ricevuto ricchezze spirituali o materiali utili per il compimento del piano divino, per il bene della Chiesa e per la salvezza personale (cfr Lc 12,21b; 1 Tm 6,18). I maestri spirituali ricordano che nella vita di fede chi non avanza retrocede. Cari fratelli e sorelle, accogliamo l'invito sempre attuale a tendere alla «misura alta della vita cristiana» (Giovanni Paolo II, Lett. ap. Novo millennio ineunte [6 gennaio 2001], n. 31). La sapienza della Chiesa nel riconoscere e proclamare la beatitudine e la santità di taluni cristiani esemplari, ha come scopo anche di suscitare il desiderio di imitarne le virtù. San Paolo esorta: «gareggiate nello stimarvi a vicenda» (Rm 12,10).
Di fronte ad un mondo che esige dai cristiani una testimonianza rinnovata di amore e di fedeltà al Signore, tutti sentano l’urgenza di adoperarsi per gareggiare nella carità, nel servizio e nelle opere buone (cfr Eb 6,10). Questo richiamo è particolarmente forte nel tempo santo di preparazione alla Pasqua. Con l’augurio di una santa e feconda Quaresima, vi affido all’intercessione della Beata Vergine Maria e di cuore imparto a tutti la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 3 novembre 2011

BENEDICTUS PP. XVI



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giovedì 2 febbraio 2012

Messaggio a Mirjana 2 Febbraio 2012 - Medjugorje

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Messaggio a Mirjana 2 Febbraio 2012 a Medjugorje.

"Cari figli, da così tanto tempo io sono con voi e già da così tanto tempo vi sto mostrando la presenza di Dio ed il suo sconfinato amore, che desidero tutti voi conosciate. Ma voi, figli miei? Voi siete ancora sordi e ciechi; mentre guardate il mondo attorno a voi non volete vedere dove sta andando senza mio Figlio. State rinunciando a Lui, ma Egli è la fonte di tutte le grazie. Mi ascoltate mentre vi parlo, ma i vostri cuori sono chiusi e non mi sentite. Non state pregando lo Spirito Santo affinché vi illumini. Figli miei, la superbia sta regnando. Io vi indico l’umiltà. Figli miei, ricordate: solo un’anima umile brilla di purezza e di bellezza, perché ha conosciuto l’amore di Dio. Solo un’anima umile diviene un paradiso, perché in essa c’è mio Figlio. Vi ringrazio. Di nuovo vi prego: pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, cioè i vostri pastori".

Per approfondimenti e commenti al messaggio vi invito come sempre a visitare il sito di Radio Maria.

Accogliamo con il cuore l'invito a pregare per i nostri Sacerdoti.




Ecco le traduzioni del messaggio in inglese, e tedesco:

Medjugorje Message, Apparitions to Mirjana:

"Dear children; I am with you for so much time and already for so long I have been pointing you to God’s presence and His infinite love, which I desire for all of you to come to know. And you, my children? You continue to be deaf and blind as you look at the world around you and do not want to see where it is going without my Son. You are renouncing Him - and He is the source of all graces. You listen to me while I am speaking to you, but your hearts are closed and you are not hearing me. You are not praying to the Holy Spirit to illuminate you. My children, pride has come to rule. I am pointing out humility to you. My children, remember that only a humble soul shines with purity and beauty because it has come to know the love of God. Only a humble soul becomes heaven, because my Son is in it. Thank you. Again I implore you to pray for those whom my Son has chosen - those are your shepherds."

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Privatbotschaft der Muttergottes vom 2. Februar 2012 an die Seherin Mirjana Dragicevic-Soldo:

„Liebe Kinder! Ich bin schon lange bei euch, und schon so lange mache ich euch auf die Anwesenheit Gottes aufmerksam und auf Seine grenzenlose Liebe, von der ich möchte, dass ihr sie alle kennen lernt. Und ihr, meine Kinder? Ihr seid auch weiterhin taub und blind, während ihr die Welt um euch herum anschaut wollt ihr nicht sehen, wohin sie ohne meinen Sohn geht. Ihr entsagt Ihm, Er aber ist die Quelle aller Gnaden. Ihr hört mir zu solange ich zu euch spreche, aber eure Herzen sind verschlossen und ihr hört mich nicht. Ihr betet nicht zum Heiligen Geist, dass Er euch erleuchtet. Hochmut hat Macht ergriffen. Ich verweise euch auf die Demut. Meine Kinder, merkt euch: nur eine demütige Seele strahlt mit Reinheit und Schönheit, denn sie hat die Liebe Gottes kennen gelernt. Nur eine demütige Seele wird zum Paradies, denn in ihr ist mein Sohn. Ich danke euch!Wieder bitte ich euch, betet für jene, die mein Sohn auserwählt hat, das sind eure Hirten.“ 


Siano lodati Gesù e Maria. Buona serata.

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