giovedì 28 aprile 2011

Le direttive ufficiali della Santa Sede su Medjugorje

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Oggi vi propongo una lettera di padre Livio Fanzaga (direttore di Radio Maria) riguardo le direttive ufficiali della Santa Sede su Medjugorje:
 
Cari amici,

lo scorso anno sono affluiti nella celebre parrocchia dell'Erzegovina 2 milioni di pellegrini da ogni parte del mondo, di cui 600.000 italiani, e circa 35.000 sacerdoti.
E' importante, sotto il profilo pastorale, che i pellegrini conoscano le direttive della Santa Sede su questo evento, di fronte alle quali eventuali posizioni contrarie sono da considerarsi opinioni personali.

La posizione della Santa Sede, esplicitata in vari Documenti (vedi sito http://www.radiomaria.it/ sotto Medjugorje-Documenti) è stata recentemente sintetizzata da Sua Eminenza il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, nel libro "L'ultima veggente di Fatima" - Ed Rai-Rizzoli - pag 103-107. Sua Santità Benedetto XVI ha voluto avvalorare il libro con una sua personale prefazione.

Al riguardo il Card. Bertone ha affermato:

1. "Le dichiarazioni del vescovo di Mostar riflettono un'opinione personale, non sono un giudizio definitivo e ufficiale della Chiesa".
Questa dichiarazione taglia le gambe a tutti coloro che si avvalgono delle dichiarazione del Vescovo di Mostar per attaccare Medjugorje in nome della Chiesa.

2. "Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara dei vescovi della ex Jugolavia del 10 Aprile 1991, che lascia la porta aperta a future indagini. La verifica deve, perciò, andare avanti".
E' la Santa Sede che a suo tempo non ha accolto il giudizio della commissione nominata dal Vescovo e ha deciso di affidare il caso alla Conferenza Episcopale della ex -Jugolavia. Quest'ultima ha lasciato la porta aperta a future indagini, essendo le apparizioni ancora in atto. Non è vero dunque che la Conferenza episcopale della ex -Jugoslavia abbia espresso un giudizio negativo.

3. "Nel frattempo sono permessi i pellegrinaggi privati con un accompagnamento pastorale dei fedeli".
I pellegrinaggi privati sono quelli organizzati privatamente dai fedeli, o da agenzie laiche, e si specifica che è bene che siano accompagnati dai sacerdoti. Questa precisazione è molto importante, sopratutto per il servizio delle confessioni.

4. "Infine, tutti i pellegrini cattolici possono recarsi a Medjugorje, luogo di culto mariano dove è possibile esprimersi con tutte le forme devozionali".
Viene qui ribadita l'assoluta libertà dei pellegrini di recarsi a Medjugorje, specificando che la Chiesa lo ritiene un luogo di culto mariano, dove è possibile partecipare alla Santa Messa, Confessarsi, fare la Via Crucis, l'Adorazione al Santissimo Sacramento...e così via.

Questa, cari amici, è la posizione ufficiale della Santa Sede su Medjugorje e queste sono le sue direttive, espresse dal Cardinale Segretario di Stato e avvalorate dal Santo Padre in persona.

Mentre esprimiamo la nostra gratitudine, assicuriamo loro la nostra preghiera alla Regina della pace, augurandoci che da parte di tutti ci sia obbedienza e umile sottomissione.

Vostro Padre Livio

PS. Data la disinformazione on line su Medjugorje, fate circolare il più possibile questa lettera.

martedì 26 aprile 2011

Messaggio di Medjugorje 25 Aprile 2011

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Messaggio di Medjugorje
25 Aprile 2011

"Cari figli, come la natura dà i colori più belli dell'anno, così anch'io vi invito a testimoniare con la vostra vita e ad aiutare gli altri ad avvicinarsi al mio Cuore Immacolato perché la fiamma dell'amore verso l'Altissimo germogli nei loro cuori. Io sono con voi e prego incessantemente per voi perché la vostra vita sia il riflesso del paradiso qui sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Sulla home page del sito di Radio Maria troverete disponibili i seguenti commenti al messaggio.
Commento di Padre Livio al Messaggio
di Medjugorje
del 25 Aprile 2011 
     
Commento di Marija al Messaggio
di Medjugorje
del 25 Aprile 2011

martedì 19 aprile 2011

Per le anime del Purgatorio - Ti Adoro o Croce Santa

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Oggi vi propongo una preghiera per aiutare le anime del Purgatorio, un atto di carità in vista del Venerdì Santo, infatti con le nostre preghiere possiamo intercedere per loro ed aiutarle a liberarsi dal Purgatorio e raggiungere  prima il Paradiso (infatti sono anime già salve, le aiutiamo abbreviando la loro permanenza nel purgatorio). E' tratta dalle Orazioni di Santa Brigida e venne confermata dai Papi Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI.

Questa semplice preghiera recitata 33 volte il Venerdì Santo, libera 33 Anime del Purgatorio. Recitata 50 volte ogni venerdì, libera 5 Anime del Purgatorio.

TI ADORO O CROCE SANTA

Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata del
Cor­po Sacratissimo del mio Signore, coperta e
tinta del suo Preziosissimo Sangue.

Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui
che èil mio Signore.
Amen.

domenica 17 aprile 2011

La Confessione Pasquale - Padre Livio

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Eccovi due piccoli aiuti esposti per punti, dati da padre Livio Fanzaga (direttore di Radio Maria Italia) per la confessione pasquale agli iscritti alla Newsletter di Radio Maria:

Un piccolo aiuto, in sette gradini, per la confessione pasquale:
1. Inginocchiati davanti alla Croce, dalla quale viene il perdono dei peccati
e chiedi la grazia di una buona confessione.

2. Fai l'esame di coscienza a partire dall'ultima confessione, mettendo la
tua vita a confronto dei dieci comandamenti e dei precetti evangelici.

3. Esprimi a Gesù il dolore per i tuoi peccati, con i quali hai offeso il suo
amore e tradito la sua amicizia.

4. Fai il proposito di cambiare vita, incominciando ad eliminare i peccati
più gravi.

5. Confessa i tuoi peccati con chiarezza e umiltà, confessando tutti quelli
mortali e almeno alcuni di quelli veniali.

6. Accogli con gratitudine l'assoluzione del sacerdote, che ti dà il perdono
di Gesù e la sua grazia.

7. Fai la penitenza che ti viene data e aggiungi anche qualcosa di tuo, in
riparazione del male commesso. Non dimenticare di esprimere a Gesù la tua
immensa gratitudine.

Si avvicina la Pasqua. Risorgiamo a vita nuova con una bella confessione. Eccovi
il rito del Sacramento della Penitenza:

1. Dopo esserti preparato con la preghiera e aver
fatto l’esame di coscienza, ti presenti per fare la tua confessione. Il
sacerdote ti accoglie invitandoti a fare il segno della
croce:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Rispondi: Amen.

2. Il sacerdote ti esorta ad esporre con retta
coscienza i tuoi peccati confidando nell’infinita misericordia di
Dio:
Il Signore che illumina con la fede i nostri cuori, ti
dia una vera conoscenza dei tuoi peccati e della sua
misericordia.

Rispondi: Amen.

3. Incominci la tua confessione dicendo da quanto
tempo non ti confessi e esponendo con semplicità, chiarezza, umiltà e brevità
tutti i peccati mortali dall’ultima confessione e almeno alcuni peccati
veniali.


4. Il sacerdote ti può rivolgere alcune domande e
darti dei consigli adatti. Anche tu puoi chiedere dei suggerimenti per il tuo
cammino spirituale o spiegazioni su alcune problematiche che non ti sono
chiare.

5. Il Sacerdote ti esorta a recitare una preghiera che
esprima il tuo pentimento.
Potrai recitare una di queste preghiere: 
   
ATTO DI DOLORE
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi castighi,
e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono
e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.

O GESU' D'AMORE ACCESO
O Gesù di amore acceso

non ti avessi mai offeso,
o mio caro e buon Gesù
con la tua santa grazia
non ti voglio offendere più
né mai più disgustarti,
perché ti ama sopra ogni cosa. Gesù mio, misericordia.

6. Il Sacerdote, dopo averti proposto la penitenza, ti
dà l’assoluzione con queste parole:


Dio, Padre di misericordia, che ha riconciliato a sé il mondo
nella morte e risurrezione del suo Figlio,e ha effuso lo Spirito Santo
per la remissione dei peccati, ti conceda, mediante il ministero della Chiesa,
il perdono e la pace. E io ti assolvo dai tuoi peccati
Nel nome del Padre e del Figlio E dello Spirito Santo
Rispondi. Amen

Vostro Padre
Livio

sabato 16 aprile 2011

Il Segno della Croce

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Proseguiamo il nostro viaggio nelle preghiere del cristiano facendo un passo indietro. O meglio all'inizio, parliamo del Segno della Croce. "Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo", queste semplici parole sono state pronunciate su di noi al momento del nostro Battesimo, con il quale la nostra vita è stata posta proprio sotto il segno della croce di Gesù.

E' un segno da riscoprire. E' un segno che a tanta gente non parla più. Per tanti è solo uno sgorbio, non è un segno. Eppure come abbiamo già ricordato è il primo simbolo cristiano tracciato su di noi al momento del Battesimo. E sarà l'ultimo segno che tracceranno su di noi, quando tutto sarà finito. Siamo nati in questo segno e moriremo in questo segno. Tutti i doni più grandi della vita sono accompagnati da questo segno: il Battesimo, la Cresima, il Perdono dei peccati, l'Eucarestia, il Matrimonio. A ogni incrocio importante della vita la Chiesa traccia su di noi questo segno. Il Cristiano usa uesto segno prima della preghiera, ma dovrebbe usarlo prima del lavoro, prima del cibo, prima del riposo e al primo risveglio del mattino.


Il segno della croce è quindi il "distintivo" dei cristiani, una sintesi di tutta la fede. Nel nome del Padre che ha dato origine all'universo per effondere il suo amore su tutte le creature; nel nome del Figlio che si consegnò volontariamente alla morte per noi e con la sua resurrezione ditrusse il potere della morte; e nel nome dello Spirito Santo, mandato da Cristo risorto per noi.

Come si fa il segno dello Croce?
Il segno della Croce si fa portando la mano destra alla fronte, e dicendo: In nome del Padre; poi al petto, dicendo: e del Figlio; quindi alla spalla sinistra e alla destra, dicendo: e dello Spirito Santo; o si termina con le parole Amen.

Nel segno della Croce, come esprimiamo noi i due misteri principali della Fede?
Nel segno della Croce, con le parole esprimiamo l’Unità e Trinità di Dio, e con la figura della Croce la Passione e la Morte del Nostro Signor Gesù Cristo.

È utile fare il segno della Croce?
È utilissimo fare il segno della Croce spesso e devotamente, perché è atto esterno di fede, che ravviva in noi questa virtù, vince il rispetto umano e le tentazioni, e ci ottiene grazie da Dio.

Quando è bene fare il segno della Croce?
È sempre bene fare Il segno della Croce, ma specialmente rima e dopo ogni atto dl religione, prima e dopo il cibo e il riposo, e nei pericoli dell’anima e del corpo.

Quando fare il segno della croce?

La Madonna di Medjugorje ci ricorda: ''Fa' spesso il segno della croce e fallo bene! Quando vedi una croce fa' il segno della croce''.

Toccando la fronte tu dici:
"nel nome del Padre" per immedesimarti nel suo pensiero
"nel nome del Figlio" per immedesimarti nel suo amore
"nel nome dello Spirito" per immedesimarti nella sua azione

Perciò è buona consuetudine farlo spesso:

Al mattino aprendo gli occhi, fai il segno della croce; copri il tuo corpo con il segno di Gesù, perchè resti con te e ti protegga per tutto il giorno.

Anche alla sera prima di chiudere gli occhi, il tuo ultimo gesto sia il segno della croce, dicendo: Gesù nelle tue mani affido la mia anima.

Non dimenticare di fare il segno della croce: quando entri ed esci dalla casa del Signore (la chiesa) prima e dopo aver pregato e prima di mangiare.

Segnandoti prima della preghiera:
"nel nome del Padre" impegnati ad abbandonarti in Lui
"nel nome del Figlio" impegnati ad unirti profondamente in Lui
"nel nome dello Spirito" impegnati a lasciarti guidare da lui

Segnandoti prima di un'azione:
"nel nome del Padre" implora la fedeltà al suo volere
"nel nome del Figlio" implora la fedeltà ai suoi esempi
"nel nome dello Spirito" implora la fedeltà delle sue ispirazioni




Benefici effetti
Il segno della croce è il più antico e principale sacramentale, termine che significa, un "segno sacro", mediante il quale, ad imitazione dei sacramen­ti, "sono significati principalmente effet­ti spirituali che si ottengono per suppli­ca della Chiesa". Esso ci difende dal male, ci protegge contro gli assalti del demonio e ci rende pro­pizia la grazia di Dio. San Gaudenzio (set. IV) afferma che, in tutte le circo­stanze, esso è "una invincibile armatu­ra dei cristiani".
Ai fedeli che si mostravano turba­ti o tentati, i Padri della Chiesa consi­gliavano il segno della croce come ri­medio dall'efficacia garantita.

San Benedetto da Norcia, dopo aver vissuto per tre anni come eremita a Su­biaco, fu cercato da un gruppo di mo­naci che abitavano lì vicino, i quali gli chiesero che accettasse di essere il loro superiore. Tuttavia, alcuni monaci non condividevano questo progetto, e ten­tarono di ammazzarlo, offrendogli pa­ne e vino avvelenati. Quando San Be­nedetto fece il segno della croce sugli alimenti, il bicchiere di vino si ruppe, ed un corvo volò fino al pane, lo pre­se e lo portò via. Questo fatto è ricor­dato ancor oggi nella "Medaglia di San Benedetto". Ave, o Croce, nostra unica speran­za! Nella Croce di Cristo, e solo in essa, dobbiamo confidare. Se essa ci sostiene, non cadremo, se essa è il nostro rifugio, non ci scoraggeremo, se essa è la nostra forza, che cosa potremo temere?
Seguendo il consiglio dei Padri della Chiesa, mai ci sia da parte nostra senso di vergogna nel farlo di fronte agli altri o negligenza nell'utilizzare questo effica­ce sacramentale, poiché esso sarà sem­pre il nostro rifugio e protezione.
Tratto dalla rivista: “Salvami Regina”; anno VII; numero 17; luglio 2005.


Quindi è bene ricordare:

Facciamo bene il segno della croce.
E’ il segno che ci fa riconoscere cristiani.
Apriamo la nostra giornata con questo segno.
Chiudiamola facendoci quasi abbracciare da quella croce sul tuo corpo.
Se partecipiamo alla Messa, compiamo con gravità e compostezza il segno della croce: ci immergeremo nel Mistero che celebriamo col sacerdote e la comunità.
Quando andiamo a tavola ricordiamoci di quel segno e, se genitori, diamone esempio ai figli.
E, quando preghiamo, preghiamo nel nome del Padre-Amore; del Figlio-Salvatore; dello Spirito-Consolatore.
Infine, ricordiamo: qualcuno nel vedere far bene il segno della croce, s’è convertito.

venerdì 15 aprile 2011

Preghiere della Sera

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Continuiamo il nostro viaggio nel mondo delle preghiere quotidiane. Oggi vi proponiamo le preghiere della sera sono brevi quindi facili da imparare a memoria.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

TI ADORO, MIO DIO.Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno. Perdonami il male, oggi commesso e, se qualche bene compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

PADRE NOSTRO.Padre nostro, che sei nei cieli sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

AVE MARIA.
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu si benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

GLORIA AL PADRE.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

ANGELO DI DIO.Angelo di Dio, che sei il mio custode, illuminami, custodiscimi, reggi e governa me che ti fui affidata dalla pietà celeste. Amen.

L'ETERNO RIPOSOL'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.

ATTO DI DOLORE
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei m peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più e fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami.

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE
A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa. Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all'Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda , te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amantissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. Amen

DOLCE CUORE DI GESU'
Dolce cuore di Gesù, fa che io t'ami sempre più; dolce cuore di Maria, siate la salvezza dell'anima mia.

Possiamo recitare anche:

GESÙ, GIUSEPPE E MARIAGesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l'anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell'ultima mia agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l'anima mia.

AL TERMINE DEL GIORNOAl termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre. Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte. Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell'alba intoni la tua lode.

VISITA, 0 PADRE
Visita, o Padre, la nostra casa e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i santi angeli a custodirci nella pace, e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Amen.

ALL'ANGELO CUSTODE
O Angelo Santo, che per infinita bontà di Dio sei chiamato a custodirmi, assistimi nei bisogni, consolami nelle mie afflizioni, difendimi dai nemici, allontanami dalle occasioni di peccato, fa che io sia docile obbediente alle tue ispirazioni, proteggimi particolarmente nell'ora della mia morte, e non mi abbandonare fino a che non mi abbia guidato al mio celeste soggiorno in Paradiso. Amen.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

domenica 10 aprile 2011

Bruno Cornacchiola - L'Apparizione delle Tre Fontane: la Vergine della Rivelazione

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Parliamo oggi di Bruno Cornacchiola, colui che ha avuto la visione della vergine della rivelazione alla grotta delle tre fontane a Roma 12 aprile 1947. Ma dobbiamo andare con ordine per capire bene la storia, innanzitutto chi era Bruno Cornacchiola? Vediamo ora una breve biografia del veggente ed il suo racconto dell’apparizione.

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Infanzia - Incontro ed abbandono della Chiesa.


Bruno Cornacchiola è nato a Roma il 9 maggio 1913 presso Ponte Milvio. Il padre Antonio, violento e manesco, ha costretto i figli a scappare di casa onde evitare furiose bastonate ed a rifugiarsi nel cimitero del Verano e spesso dormivano nelle tombe vuote. Nel mese di marzo 1927, Bruno, all’età di 14 anni, è stato trovato addormentato fuori della Scala Santa nei pressi di San Giovanni in Laterano dalla Signora Maria Falzetti, di cui è in corso il processo di beatificazione. Questa andando alla Messa proprio in quel luogo santo, lo ha svegliato e gli ha chiesto cosa facesse. Bruno ha risposto di essere scappato di casa perché veniva malmenato. Maria Falzetti gli ha domandato se la mamma gli avesse fatto fare la Prima Comunione. Bruno ha detto: “qualche volta mi ha fatto la minestra, qualche altra volta la pastasciutta, ma la prima comunione non me l’ha mai preparata!”. Ha pensato infatti che era un piatto speciale. Maria Falzetti, compresa la situazione di estrema ignoranza religiosa in cui il ragazzo era vissuto fino ad all’ora, lo ha accompagnato dai Padri Trappisti e così, dopo una buona preparazione ed istruzione catechistica, è stato ammesso alla Prima Comunione e Cresima, senza alcun famigliare presente. Egli è tornato a casa ed ha mostrato alla mamma il Santo Rosario e il libro delle Massime Eterne. Nell’informarla con gioia ed entusiasmo di aver ricevuto la Prima Comunione le disse, come gli aveva insegnato il sacerdote: “ti chiedo scusa e perdono per tutti i dispiaceri che fino ad oggi ti ho procurato”, per tutta risposta, la mamma lo ha colpito con un calcio facendolo ruzzolare per le scale. Dopo questo avvenimento, ed anche a seguito della assoluta mancanza di una educazione religiosa, Bruno si è staccato da tutto ciò che poteva far riferimento alla Chiesa, ai Sacramenti, ed alla Religione.


L'incontro con un protestante.


È ritornato in Chiesa solo in occasione del suo matrimonio con Jolanda Lo Gatto; cerimonia che però si è svolta in sacrestia il 7 marzo del 1936, nella parrocchia di Sant’Elena, in Via Casilina, n° 205. É stato volontario nella guerra fratricida di Spagna nelle file dei Falangisti, anche se nel frattempo in Italia militava attivamente nel Partito d’Azione. Fra il 1936 ed ilImage130 1939, sempre in Spagna, ha avuto occasione di incontrare un soldato tedesco un certo Otto al quale, divenuto amico, ha confidato l’assoluta mancanza d’ideali religiosi. Questi, che apparteneva alla setta protestante degli “Avventisti del settimo giorno”, lo indottrinò, rinverdendo così in Bruno le nozioni religiose acquisite durante il catechismo per ricevere la Prima Comunione. Preso da un fervido entusiasmo per il passato, invitò l’amico tedesco a recarsi con lui presso il Santuario della Santa “Virgen del Pilar” (“Vergine del Pilastro” nella città di Saragozza), per confessarsi e prendere insieme la Santa Comunione. Il protestante, con fare scaltro e mellifluo ha convinto Bruno a schierarsi, invece, contro la Chiesa, contro i Sacramenti e contro il Papa, aggiungendo pensieri negativi nei confronti del Santo Padre, indicato come finanziatore della guerra che stavano combattendo e causa di tutti i mali dell’umanità.


Il proposito di uccidere il Papa.


Sconvolto da tali asserzioni, ritenute assolutamente vere, Bruno ha giurato allora che avrebbe ucciso il Papa e con questa intenzione, si è recato a Toledo, famosa per le sue lame, per acquistare un pugnale sulla cui lama ha inciso la scritta: “A morte il Papa!”; il pugnale che, dopo la conversione, consegnò di persona al Santo Padre Pio XII, Eugenio Pacelli. Nel 1939 è finita la guerra di Spagna. Bruno, tornato a casa, ha trovato la moglie ed una bimbetta Isola. Queste lo hanno accolto dicendo che nel frattempo avevano sempre pregato la Santa Vergine del Rosario. La reazione di Bruno è stata invece immediata e violenta. Manesco ha picchiato la moglie e la figlia, ha distrutto sia il quadro della Vergine di Pompei, sia il crocifisso, che era posto a capo del letto, gettando il tutto nella spazzatura. Egli ha voluto con ogni mezzo che la moglie si unisse a lui nella setta protestante. Questa ha detto che lo avrebbe accontentato, a condizione che lui prima avesse fatto la pia pratica dei primi nove venerdì del mese al Sacro Cuore di Gesù. Bruno ha acconsentito e dopo il nono primo venerdì, constatando la mancanza di qualsiasi evento straordinario, ha forzato la moglie a seguirlo nelle riunioni degli avventisti, in seno ai quali ha acquistato una certa importanza, divenendo direttore della Gioventù Missionaria Avventista di Roma e del Lazio. In tale veste, quel sabato del mese di aprile 1947, si stava preparando a tenere, il giorno 13 successivo (domenica) una conferenza in piazza della Croce Rossa a Roma, sul tema: “Maria Vergine, non più vergine”


L'Apparizione delle Tre Fontane: la Vergine della Rivelazione


12 aprile 1947, Bruno è contrariato perché ha perso il treno per Ostia. Decide allora di fermarsi lì, presso l'abbazia delle Tre Fontante nella periferia di Roma zona E.U.R., con i suoi Image131tre bambini intenti ai loro giochi con il pallone. La giornata è stupenda. Isola, Carlo e Gianfranco rincorrono la palla che scivola giù per la scarpata. Il padre li tiene d'occhio. Vedendoli sgambettare sereni sui prati in fiore pensa alla figlia morta un anno prima ad undici mesi, che ora riposa in un cimitero protestante. Mentre seguita puntigliosamente a preparare la conferenza contro il dogma dell'Immacolata, proclamato da Pio IX, la palla scompare di nuovo. Stavolta è indispensabile il suo intervento.

A Gianfranco raccomanda di non muoversi. Carlo partecipa alle ricerche e Isola si mette a raccogliere fiori campestri per la mamma rimasta a casa. Ogni tanto Bruno chiama il figlio più piccolo. Ad un certo punto Gianfranco non risponde e il padre, preoccupato, risale la china e si porta, facendosi strada a stento tra la fitta vegetazione, verso la grotta. Trova il bimbo in ginocchio, con le mani giunte.
Cornacchiola chiama gli altri due figli e anch'essi cadono in preghiera di fronte ad una immaginaria “bella signora”. I ragazzi sembrano di sale. Hanno lo sguardo fisso verso l'oscurità della grotta. Isola, Carlo e Gianfranco sono cadaverici. Il padre è impaurito. Prima pensa a qualche maleficio, alle streghe, al diavolo o, da buon mangiapreti, a qualche sacerdote che ha ipnotizzato i bambini. Poi invoca il Signore "Dio salvaci". Nella grotta, a questo punto, la luce vince sulle tenebre e lentamente prende consistenza la figura della “bella signora”.


Lasciamo parlare lo stesso Cornacchiola ora:
"Quand'ecco - egli dice - emessa l'invocazione, vidi improvvisamente due candidissime mani che si muovevano verso di me e sentii che mi sfioravano la faccia. Ebbi la sensazione che mi si strappasse qualcosa dagli occhi. In quell'istante provai un certo dolore e rimasi nell'oscurità più profonda...
A questo punto io non vedevo più né la cavità né ciò che vi stava dentro, ma fui invaso da un'insolita gioia
".
In quell'istante è rapito dalla visione di una giovanile figura di donna, avvolta nello splendore di una luce d'oro, ferma e dolcemente statica. Bruno la fissa con trasporto, vinto dal fascino di tanta bellezza, attratto da quella luce che, pur intensissima, non offende la vista ma lo inonda di soavità sovrumana.
La donna veste una tunica bianca e luminosa, stretta ai fianchi da una fascia rosa. Ha capelli neri, un tantino sporgenti dal velo verde-prato che la copre dalle spalle ai piedi.
Da sotto la vesta escono i piedi nudi e verginali, fermi sopra un masso di tufo anch'esso circondato di luce.
Nella mano destra regge, appoggiandolo al petto, un libro di colore grigio, su cui tiene pure l'altra mano.
Soprattutto è affascinato dal volto di quella creatura, un volto in cui si fondono il candore innocente della puerizia, la vaghezza e la grazia della verginità, la gravità maestosa della sublime maternità.


Continua il veggente:
"Vidi che la bella Signora lentamente muoveva la mano sinistra ed indicava qualcosa ai suoi piedi. Guardai e vidi a terra un drappo nero sostenente una croce spezzata".
Cornacchiola pensa che quel drappo nero, simile a una veste stracciata, e la croce spezzata, volessero alludere all'abito talare, con ogni altro segno di distinzione, da molti religiosi e sacerdoti ormai messo da parte.
"Il mio primo impulso fu quello di lanciare un grido, ma la voce mi moriva in gola".
image003L'Apparizione, quasi offrendo il libro che teneva in mano, con tono ineffabilmente dolce disse:
- "Sono Colei che sono nella Trinità Divina".
- "Sono la VERGINE DELLA RIVELAZIONE".
- "Tu mi perseguiti, ora basta! Entra nell'ovile santo, corte celeste in terra. Il giuramento di Dio è e rimane immutabile: i nove venerdì del Sacro Cuore, che tu facesti, amorevolmente spinto dalla tua fedele sposa prima di iniziare la via dell'errore, ti hanno salvato!".
Intanto un profumo misterioso e indefinibile inonda l'ambiente e sembra coprire la sporcizia del suolo, triste strascico di squallidi incontri.
Dopo essersi così presentata, la celestiale Signora tiene una prolungata allocuzione al figlio che sta per ritornare a Dio, parte della quale è rivolta a lui stesso e a tutti i fedeli, l'altra invece contiene un messaggio segreto per il Santo Padre. Poi continua:
- "Desidero darti una sicura prova della divina realtà che stai vivendo, perché tu possa escludere ogni altra motivazione del tuo incontro, compresa quella del nemico infernale. E questo è il segno: Quando incontrerai un sacerdote nella chiesa o per via, avvicinalo e rivolgigli questa espressione: "Padre, le devo parlare!". Se costui ti risponderà: "Ave Maria, figliolo, cosa vuoi?" pregalo di fermarsi perché è quello da me scelto. A lui manifesterai ciò che il cuore ti dirà e obbediscilo, ti indicherà infatti un altro sacerdote con queste parole: "Quello fa per il tuo caso".
- "Ti recherai poi dal Santo Padre, il supremo pastore della cristianità e gli consegnerai personalmente il mio messaggio. Ti condurrà dal Papa qualcuno che io ti indicherò".
- "Alcuni a cui tu narrerai questa visione non ti crederanno, ma non lasciarti deprimere...".

Poi, con atteggiamento di materna benignità e serena mestizia, l'incantevole Signora gira su se stessa e si allontana.


Nel messaggio dato a Bruno la Madonna chiede con insistenza a tutti la preghiera ed invita alla recita del Rosario:
Image136- "Si preghi assai e si reciti il Rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l'unità dei cristiani. Le Ave Maria che voi dite con fede e amore, sono tante frecce d'oro che raggiungono il Cuore di Gesù".
Ed ecco, quasi a premio di coloro che ascolteranno il suo materno messaggio, la Vergine promette celesti favori:
- "Con questa terra di peccato opererò potenti miracoli per la conversione degli increduli".
Nella sua bontà Ella vuole anche svelare il Figlio nei misteri della sua vita intima, legata alla Augusta Trinità:
- "Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso".

L'incontro con il Santo Padre.


Il 9 dicembre 1949 il Santo Padre Pio XII invitò i tranvieri di Roma, accompagnati da padre Rotondi, a recitare con lui il Rosario nella sua cappella privata. Lasciamone la descrizione a Cornacchiola:
"Tra i lavoratori c'ero anch'io; portavo con me il pugnale e la Bibbia sulla quale stava scritto: "Questa è la morte della Chiesa Cattolica, col Papa in testa". Volevo consegnare al Santo Padre il pugnale e la Bibbia.
Finito il Rosario il Papa disse:
- "Qualcuno di voi mi vuol parlare?".
Io mi inginocchiai e dissi:
- "Santità, sono io!".
Gli altri lavoratori fecero largo per il passaggio del Papa; egli si chinò verso di me, mi pose la mano sulla spalla, avvicinò il suo volto al mio e chiese:
- "Cosa c'è, figlio mio?".
- "Santità, qui c'è la Bibbia protestante che interpretavo erroneamente e con la quale ho ucciso molte anime".
Piangendo consegnai anche il pugnale sul quale stava scritto "Morte al Papa" e sussurrai:
- "Chiedo perdono di aver osato solo pensare a tanto. Avevo progettato di ucciderla con questo pugnale!".
Il Santo Padre prese quegli oggetti, mi guardò, sorrise e osservò:
- "Caro figlio, con ciò non avresti fatto altro che dare un nuovo martire alla Chiesa, ma a Cristo una vittoria dell'amore"...

Altre apparizioni
1

E' ormai il tramonto del 12 aprile 1947. Cornacchiola, aiutato dai figli, pulisce la grotta ed incide su un pezzo di tufo, con la chiave di casa, la data dell'apparizione. Poi va a pregare nella chiesa dei trappisti. E' la figlia Isola a suggerirgli l'Ave Maria. A casa cerca di mantenere il segreto, ma la moglie si insospettisce notando un insolito profumo. Cerca di chiedere spiegazioni al marito che, stranamente, è molto cortese.
Bruno, prima di coricarsi si inginocchia con le lacrime agli occhi e chiede perdono per tutto il male che ha fatto alla consorte. Poi il racconto dell'apparizione. Per 16 giorni Cornacchiola è alla caccia del sacerdote al quale deve confidare il prodigio ed affidare il messaggio segreto per il Papa. Lo trova il 28 aprile nella chiesa di Ognissanti, sull'Appia Nuova, retta dai religiosi di Don Orione. E' don Gilberto che battezza il figlio minore di Cornacchiola e il 6 maggio riceve l'abiura dalla setta protestante del tranviere e della moglie.
Quello stesso giorno la Vergine della rivelazione appare una seconda volta a Cornacchiola. La terza apparizione avviene a due settimane di distanza, il 23 maggio, presente don Mario che recita il rosario con Bruno. Il sacerdote avverte un dolce profumo, ha il cuore in gola e sente il sangue gelarsi nelle vene mentre l'amico, con un filo di voce, annuncia di vedere la “madre bellissima e sorridente”.
La Vergine si fa vedere per l'ultima volta il 30 maggio chiedendo a Cornacchiola di recarsi dalle “dilette figlie” maestre pie Filippini per invitarle a pregare per gli increduli e l'incredulità della zona. Le suore hanno una scuola intitolata a San Giuseppe per i figli dei contadini aperta nel 1917 vicino alla trappa.

fonti:
http://www.mariadinazareth.it/
http://www.lucisullest.it/
http://trefontane.altervista.org/
http://www.radiomaria.it

sabato 9 aprile 2011

Preghiere del Mattino

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Continuiamo il nostro viaggio nel mondo delle preghiere quotidiane. Oggi vi proponiamo le preghiere del mattino, sono brevi quindi facili da imparare a memoria anche per i nostri figli. Preghiere lunghe e complicate non significano preghiere con più valore. Contano il nostro impegno, la nostra concentrazione, il nostro cuore ed il desiderio di condividere ed affidare la giornata a Maria e Gesù.

PREGHIERE DEL MATTINO

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

TI ADORO
Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata, fa che siano tutte secondo la tua santa volontà per la maggior tua gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

PADRE NOSTRO
Padre nostro, che sei nei cieli sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

AVE MARIA
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu si benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

GLORIA AL PADRE
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

ANGELO DI DIO
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illuminami, custodiscimi, reggi e governa me che ti fui affidata dalla pietà celeste. Amen.

PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO
San Michele Arcangelo con la tua luce illuminaci
San Michele Arcangelo con le tue ali proteggici
San Michele Arcangelo con la tua spada difendici.
Amen.

CREDO O SIMBOLO APOSTOLICO
Credo in Dio Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocefisso, morì e fu sepolto. Discese agli inferi, il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture. E’ salito al cielo, siede alla destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

SALVE O REGINA
Salve O Regina, Madre di misericordia, vita e dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo esuli figli di Eva, a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque avvocata nostra, volgi a noi, quegli occhi misericordiosi e mostraci dopo questo esilio, il frutto benedetto del seno tuo. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Possiamo recitare anche:
GESÙ, GIUSEPPE E MARIA
Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell’ultima agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l’anima mia.

OFFERTA DELLA GIORNATA
Cuore divino di Gesù, io ti offro, per mezzo del cuore immacolato di Maria madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre.

PER LA FAMIGLIA
Il Dio della pace benedica e custodisca la nostra famiglia. Ci renda capaci di fare la sua volontà in tutte le nostre azioni e accresca in noi ciò che gli è gradito. Amen.

ATTO DI FEDE
Mio Dio, perché sei verità infallibile, credo tutto quello tu hai rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere. Credo in te, unico vero Dio in tre persone uguali e distintamente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio incarnato, morto e risorto per noi, il quale darà a ciascuno, secondo i meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa fede voglio sempre vivere. Signore accresci la mia fede.

ATTO DI SPERANZA
Mio Dio, spero dalla tua bontà, per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere che io debbo e voglio fare. Signore, che io possa goderti in eterno.

ATTO DI CARITA’
Mio Dio, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perché sei bene infinito e nostra eterna felicità; e per amore tuo amo il prossimo come me stesso e perdono le offese ricevute. Signore, che io ti ami sempre più.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

martedì 5 aprile 2011

Il Credo

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La fede è un atto personale: è la libera risposta dell'uomo all'iniziativa di Dio che si rivela. La fede però non è un atto isolato. Nessuno può credere da solo, così come nessuno può vivere da solo. Nessuno si è dato la fede da se stesso, così come nessuno da se stesso si è dato l'esistenza. Il credente ha ricevuto la fede da altri e ad altri la deve trasmettere. Il nostro amore per Gesù e per gli uomini ci spinge a parlare ad altri della nostra fede. In tal modo ogni credente è come un anello nella grande catena dei credenti. Io non posso credere senza essere sorretto dalla fede degli altri, e, con la mia fede, contribuisco a sostenere la fede degli altri.
« Io credo »: 212 è la fede della Chiesa professata personalmente da ogni credente, soprattutto al momento del Battesimo. « Noi crediamo »: 213 è la fede della Chiesa confessata dai Vescovi riuniti in Concilio, o, più generalmente, dall'assemblea liturgica dei credenti. « Io credo »: è anche la Chiesa, nostra Madre, che risponde a Dio con la sua fede e che ci insegna a dire: « Io credo », « Noi crediamo ».


Il Credo     
                 
Simbolo degli ApostoliCredo niceno-costantinopolitano227
Io credo in Dio, Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra.


Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
E in Gesù Cristo, suo unico Figlio,
nostro Signore,
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
Unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della sostanta del Padre;
per mezzo di Lui tutte le cose
sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
il quale fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato
morì e fu sepolto.
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo,
siede alla destra di Dio Padre onnipotente:
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria
per giudicare i vivi e i morti
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio
è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
Credo la Chiesa,
una santa cattolica e apostolica.
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen
Professo un solo Battesimo
per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen






Il Credo - Simbolo niceno-costantinopolitano: Origini

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 Quando nasce il nostro Credo? Possiamo dire che nasce con la rivelazione stessa di Gesù. L'incontro col Figlio di Dio faceva cadere l'uomo in ginocchio e gli metteva sulle labbra la prima semplicissima formula di fede: "lo credo". In questi testimoni nacque però immediatamente la necessità di annunciare tale incontro perché anche altri potessero viverlo, come narrano le bellissime parole degli apostoli: «Ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi». Dalla predicazione degli apostoli nasce così l'annuncio del Kerigma, il primo nucleo della formula di fede: Cristo è venuto, ci ha salvato con la sua croce, è morto ed è risorto.

Credere era accettare e vivere questa "buona notizia". Attorno a questo lieto annuncio sorsero fin dall'inizio le professioni di fede; È quindi attestata la presenza di formule attorno alle quali si coagulò quello che oggi chiamiamo il Simbolo apostolico: «lo credo in Dio, Padre on-nipotente, creatore del cielo e della terra. E in Gesù Cristo suo unico Figlio e nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifis-so, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen». Questo antichissimo simbolo rimane ancora oggi una delle più belle preghiere della Chiesa. Il Simbolo degli Apostoli raccoglieva le principali verità di fede, ne era il riassunto.
Accanto a questo Simbolo apostolico nacque nel quarto secolo il Credo Niceno-Costantinopolitano. In un certo senso dobbiamo all'eresia ariana il grande Concilio di Nicea, che riunì ben 318 padri della Chiesa nell'anno 325, poiché questi si sentirono interpellati sulla propria fede ed avvertirono la necessità di mettere nero su bianco gli autentici contenuti del credo cristiano. Tale Simbolo fu ripreso e convalidato dai 150 padri durante il primo Concilio di Costantinopoli nel 381. In quegli anni San Cirillo di Gerusalemme scrisse: «Il simbolo della fede non fu composto secondo opinioni umane, ma consiste nella raccolta dei punti salienti, scelti da tutta la Scrittura, così da dare una dottrina completa della fede. E come il seme della senape racchiude in un granellino molti rami, così questo compendio della fede racchiude tutta la conoscenza della vera pietà contenuta nell'Antico e nel Nuovo Testamento». Ancora oggi questo Simbolo costituisce la formula che recitiamo durante la santa Messa. E ha anche carattere universale: non è patrimonio di fede solo per i cattolici, ma anche per tutti i cristiani d'Oriente e d'Occidente.
fonte: IL TIMONE N. 38 - ANNO VI - Dicembre 2004 - pag. 61 (Stefano Biavaschi)

Qui le parole di Papa Giovanni Paolo II sul Credo, nella Lettera apostolica data Motu Proprio: Ad Tuendam Fidem.
1. Fin dai primi secoli sino al giorno d'oggi la Chiesa professa le verità sulla fede di Cristo e sul mistero della Sua redenzione, che successivamente sono state raccolte nei Simboli della fede; oggi infatti esse vengono comunemente conosciute e proclamate dai fedeli nella celebrazione solenne e festiva delle Messe come Simbolo degli Apostoli oppure Simbolo Niceno-Costantinopolitano.


domenica 3 aprile 2011

Coroncina della Divina Misericordia

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Vi propongo a questo punto una preghiera semplice ma molto importante chiesta da Gesù a Santa Faustina Kowalska di cui parleremo presto con un topic apposito.


PROMESSA GENERALE


Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto cio' che Mi chiederanno.

PROMESSE PARTICOLARI


1) Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta misericordia nell'ora della morte - cioè la grazia della conversione e la morte in stato di grazia - anche se si trattasse del peccatore più incallito e la recita una volta sola....(Quaderni…, II, 122)

2) Quando verrà recitata vicino agli agonizzanti, mi metterò fra il Padre e l'anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso.Gesù ha promesso la grazia della conversione e della remissione dei peccati agli agonizzanti in conseguenza della recita della Coroncina da parte degli stessi agonizzanti o degli altri (Quaderni…, II, 204 - 205)

3) Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e reciteranno la Coroncina nell'ora della morte non avranno paura. La Mia Misericordia li proteggerà in quell'ultima lotta (Quaderni…, V, 124).

Poiché queste tre promesse sono molto grandi e riguardano il momento decisivo del nostro destino, Gesù rivolge proprio ai sacerdoti un appello affinché consiglino ai peccatori la recita della Coroncina alla Divina Misericordia come ultima tavola di salvezza .

Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà (Gesù a Santa Maria Faustina Kowalska).

Si recita con la corona del Rosario.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Padre Nostro

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Ave Maria

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen

Credo

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Sui grani del Padre Nostro si dice:

Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell'Ave Maria si dice:

Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù
come sorgente di misericordia per noi, confido in Te







Per approfondire la devozione alla Divina Misericordia
ecco qualche link: 






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