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domenica 5 maggio 2024

VI Domenica di Pasqua. leggiamo il #Vangelo: "Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore." (Giovanni 15,9-17) 5 Maggio 2024

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 DOMENICA 05 MAGGIO 2024

VI DOMENICA DI PASQUA 

(Per approfondire: i Dieci Comandamenti)


Con voce di gioia date l’annuncio,

fatelo giungere ai confini della terra:

il Signore ha riscattato il suo popolo. Alleluia. (Cfr. Is 48,20)



Prima Lettura

Anche sui pagani si è effuso il dono dello Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli

At 10,25-26.34-35.44-48


Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».

Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».

Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio.

Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell'acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Parola di Dio


Salmo Responsoriale

Dal Sal 97 (98)

R. Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.


Cantate al Signore un canto nuovo,

perché ha compiuto meraviglie.

Gli ha dato vittoria la sua destra

e il suo braccio santo. R.


Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,

agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore,

della sua fedeltà alla casa d'Israele. R.


Tutti i confini della terra hanno veduto

la vittoria del nostro Dio.

Acclami il Signore tutta la terra,

gridate, esultate, cantate inni! R.


Seconda Lettura

Dio è amore.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

1Gv 4,7-10


Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.

In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.

In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Parola di Dio


Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,

e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. (Gv 14,23)

Alleluia.


Vangelo

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.


+Dal Vangelo secondo san Giovanni

Gv 15,9-17


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore



Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto:

senza di me non potete far nulla. Alleluia. (Gv 15,5)



Al link di seguito un post per ripassare assieme i 10 Comandamenti: LINK

domenica 9 maggio 2021

VI Domenica di Pasqua. leggiamo il #Vangelo: "Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore." (Gv 15,9-17) 9 Maggio 2021

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DOMENICA 09 MAGGIO 2021

VI DOMENICA DI PASQUA 

(Per approfondire: i Dieci Comandamenti)


Con voce di gioia date l’annuncio,

fatelo giungere ai confini della terra:

il Signore ha riscattato il suo popolo. Alleluia. (Cfr. Is 48,20).



Prima Lettura

Anche sui pagani si è effuso il dono dello Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli

At 10,25-26.34-35.44-48


Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».

Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».

Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio.

Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell'acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Parola di Dio


Salmo Responsoriale

Dal Sal 97 (98)

R. Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.


Cantate al Signore un canto nuovo,

perché ha compiuto meraviglie.

Gli ha dato vittoria la sua destra

e il suo braccio santo. R.


Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,

agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore,

della sua fedeltà alla casa d'Israele. R.


Tutti i confini della terra hanno veduto

la vittoria del nostro Dio.

Acclami il Signore tutta la terra,

gridate, esultate, cantate inni! R.


Seconda Lettura

Dio è amore.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

1Gv 4,7-10


Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.

In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.

In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Parola di Dio


Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama,osserverà la mia parola, dice il Signore,

e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. (Gv 14,23)

Alleluia.


Vangelo

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.


+Dal Vangelo secondo san Giovanni

Gv 15,9-17


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore



Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto:

senza di me non potete far nulla. Alleluia. (Gv 15,5)


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domenica 12 maggio 2013

Morale Cristiana - Capo I: Comandamenti di Dio. §2. Comandamenti in particolare. - Catechismo di San Pio X

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PARTE II
COMANDAMENTI DI DIO - PRECETTI DELLA CHIESA 
VIRTU' ossia MORALE CRISTIANA

Capo I 
Comandamenti di Dio

Se vuoi entrare alla vita, osserva i comandamenti 
(Matt XIX, 17)  
Se mi amate, osservate i miei comandamenti 
(Giov. XIV, 15) 

§ 2. Comandamenti dl Dio in particolare. 


PRIMO COMANDAMENTO

169. Che ci ordina il primo comandamento « Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che me »?  
Il primo comandamento Io sono il Signore Dio tuo: non avrai altro Dio fuori che me ci ordina di essere religiosi, cioè di credere in Dio e di amarlo, adorarlo e servirlo come l'unico vero Dio, Creatore e Signore di tutto.

170. Che ci proibisce il primo comandamento?
Il primo comandamento ci proibisce l'empietà, la superstizione, l'irreligiosità; inoltre l'apostasia, l'eresia, il dubbio volontario e l'ignoranza colpevole delle verità della Fede.

171. Che cos'è empietà?  
Empietà è il rifiuto a Dio d'ogni culto.

172. Che cos'è superstizione?  
Superstizione è il culto divino o di latria reso a chi non è Dio, o anche a Dio ma in modo non conveniente: perciò l'idolatria o il culto di false divinità e di creature; il ricorso al demonio, agli spiriti e ad ogni mezzo sospetto per ottener cose umanamente impossibili; l'uso di riti sconvenienti, vani o proibiti dalla Chiesa.

173. Che cos'è irreligiosità?  
Irreligiosità è l'irriverenza a Dio e alle cose divine, come la tentazione di Dio, il sacrilegio o profanazione di persona o di cosa sacra, la simonía o compra e vendita di cose spirituali o connesse con le spirituali.

174. Se il culto delle creature è superstizione, come non è superstizione il culto cattolico degli Angeli e dei Santi?  
Il culto cattolico degli Angeli e dei Santi non è superstizione, perchè non è culto divino o di adorazione dovuta a Dio solo: noi non li adoriamo come Dio, ma li veneriamo come amici di Dio e per i doni che hanno da Lui; quindi per onor di Dio stesso che negli Angeli e nei Santi opera meraviglie.

175. Chi sono i Santi?  
I Santi sono coloro che, praticando eroicamente le virtù secondo gl'insegnamenti e gli esempi di Gesù Cristo, meritarono special gloria in cielo e anche in terra, dove, per autorità della Chiesa, sono pubblicamente onorati e invocati.

176. Perché veneriamo noi anche il corpo dei Santi?  
Noi veneriamo anche il corpo dei Santi, perchè servì loro a esercitare virtù eroiche, fu certamente tempio dello Spirito Santo, e risorgerà glorioso alla vita eterna.

177. Perchè veneriamo anche le minime reliquie e le immagini dei Santi?  
Veneriamo anche le minime reliquie e le immagini dei Santi per loro memoria e onore, riferendo a essi tutta la venerazione, affatto diversamente dagl'idolatri, che rendono alle immagini o idoli un culto divino.


178. Dio nel Vecchio Testamento non proibì severamente le immagini?
Dio nel Vecchio Testamento proibì severamente le immagini da adorare, anzi quasi tutte le immagini, come occasione prossima d'idolatria per gli Ebrei, i quali vivevano fra gli idolatri ed erano molto inclinati alla superstizione.


SECONDO COMANDAMENTO

179. Che ci proibisce il secondo comandamento "non nominare il nome di Dio invano" ?  
Il secondo comandamento Non nominare il nome di Dio invano ci proibisce di disonorare il nome di Dio: perciò di nominarlo senza rispetto; di bestemmiare Dio, la santissima Vergine, i Santi e le cose sante; di far giuramenti falsi, non necessari o in qualunque modo illeciti.

180. Che cos'è il giuramento?  
Il giuramento è chiamar Dio in testimonio di ciò che si afferma o che si promette; perciò chi giura il male e chi spergiura, offende sommamente Dio che è la Santità e la Verità.

181. E' grande peccato la bestemmia?  
La bestemmia é grande peccato, perchè ingiuria e scherno di Dio o de' suoi Santi, e spesso anche orribile eresia.

182. Che ci ordina il secondo comandamento?
Il secondo comandamento ci ordina di avere sempre riverenza per il nome santo dì Dio, e di adempiere i voti e le promesse giurate.

183. Che cos'è il voto?  
Il voto è la promessa fatta a Dìo di qualche bene a Lui gradito, al quale ci obblighiamo per religione.

TERZO COMANDAMENTO

184. Che ci ordina il terzo comandamento « ricordati di santificare le feste » ?  
Il terzo comandamento Rricordati di santificare le feste ci ordina di onorare Dio nei giorni di festa con atti di culto esterno, dei quali per i cristiani l'essenziale è la santa Messa.

185. Perchè dobbiamo fare atti di culto esterno? Non basta adorar Dio, che è Spirito, internamente nel cuore?  
Non basta adorar Dio internamente nel cuore, ma dobbiamo anche rendergli il culto esterno comandato, perchè siamo soggetti a Dio in tutto l'essere, anima e corpo, e dobbiamo dare buon esempio; e anche perchè altrimenti si perde lo spirito religioso.

186. Che ci proibisce il terzo comandamento?  
Il terzo comandamento ci proibisce nei giorni di festa le opere servili.

187. Quali opere si dicono servili?  
Si dicono opere servili i lavori manuali propri degli artigiani e degli operai.

188. Sono tutte proibite nei giorni di festa le opere servili?  
Nei giorni di festa sono proibite tutte le opere servili non necessarie alla vita e al servizio di Dio, e non giustificate dalla pietà o da altro grave motivo.

189. Come conviene, occupare i giorni di festa?  

Conviene occupare i giorni di festa a bene dell'anima, frequentando la predica e il catechismo, e compiendo qualche opera buona e anche a riposo del corpo, lontani da ogni vizio e dissipazione.

QUARTO COMANDAMENTO

190. Che ci ordina il quarto comandamento « onora il padre e la madre » ?  
Il quarto comandamento Onora il padre e la madre ci ordina di amare, rispettare e ubbidire i genitori e chiunque ha la potestà sopra di noi, cioè i nostri superiori in autorità.

191. Che ci proibisce il quarto comandamento?  
Il quarto comandamento ci proibisce di offendere i genitori e i superiori in autorità e di disubbidirli.

192. Perchè dobbiamo ubbidire ai superiori in autorità?  
Dobbiamo ubbidire ai superiori in autorità perché «non c'è potestà se non da Dio; ... pertanto chi resiste alla potestà resiste all'ordinamento di Dio » *  * ROM., XIII, 1, a.

QUINTO COMANDAMENTO

193 Che ci proibisce il quinto comandamento « non ammazzare » ?  
Il quinto comandamento Non ammazzare ci proibisce di recar danno alla vita sì naturale che spirituale del prossimo e nostra; perciò ci proibisce l'omicidio, il suicidio, il duello, i ferimenti, le percosse, le ingiurie, le imprecazioni e lo scandalo.

194. Perché è peccato il suicidio?  
Il suicidio è peccato, come l'omicidio, perché Dio solo é padrone della nostra vita, come di quella del prossimo: inoltre è peccato di disperazione che, di più, toglie con la vita la possibilità di pentirsi e di salvarsi

195. La Chiesa ha stabilito pene contro il suicida? 
La Chiesa ha stabilito la privazione della sepoltura ecclesiastica contro il suicida responsabile dell'atto compiuto.

196. Perchè è peccato il duello? 
Il duello è peccato, perchè è sempre un attentato di omicidio, e, anche, quasi di suicidio, fatto per vendetta privata, in disprezzo della legge e della giustizia pubblica; inoltre perchè con esso stoltamente si rimette la decisione del diritto e del torto alla forza, alla destrezza e al caso.

197. La Chiesa ha stabilito pene contro i duellanti? 
La Chiesa ha stabilito la scomunica contro i duellanti e contro chiunque volontariamente assiste al duello.

198. Che cos'è scandalo? 
Scandalo è dare al prossimo, con qualunque atto cattivo, occasione di peccare.

199. Lo scandalo è peccato grave? 
Lo scandalo è peccato gravissimo, e Dio domanderà conto del male che si fa commettere ad altri con perfidi eccitamenti e con cattivi esempi: « guai, all'uomo per colpa del quale viene lo scandalo" *.  *' MATT, XVIII, 7.


200. Che ci ordina il quinto comandamento? 
I1 quinto comandamento ci ordina di voler bene a tutti, anche ai nemici, e di riparare il male corporale e spirituale fatto al prossimo.

SESTO COMANDAMENTO

201 Che ci proibisce il sesto comandamento « non commettere atti impuri » ? 
I1 sesto comandamento Non commettere atti impuri ci proibisce ogni impurità: perciò le azioni, le parole, gli sguardi, i libri, le immagini, gli spettacoli immorali.

202. Che ci ordina il sesto comandamento?  
Il sesto comandamento ci ordina di essere « santi nel corpo », portando il massimo rispetto alla propria e all'altrui persona, come opere di Dio e templi dove Egli abita con la presenza e con la grazia.

SETTIMO COMANDAMENTO

203. Che ci proibisce il settimo comandamento « non rubare » ? 
Il settimo comandamento non rubare ci proibisce di danneggiare il prossimo nella roba: perciò proibisce i furti, i guasti, le usure, e frodi nei contratti e nei servizi, e il prestar mano a questi danni.

204. Che ci ordina il settimo comandamento? 
Il settimo comandamento ci ordina di restituire la roba degli altri, di riparare i danni colpevolmente arrecati, di pagare i debiti e la giusta mercede agli operai.

205. Chi, potendo, non restituisce o non ripara, otterrà perdono? 
Chi, potendo, non restituisce o non ripara, non otterrà perdono, anche se a parole si dichiari pentito.

OTTAVO COMANDAMENTO

206. Che ci proibisce l'ottavo comandamento « non dir falsa testimonianza » ? 
L'ottavo comandamento Non dir falsa testimonianza ci proibisce ogni falsità e il danno ingiusto dell'altrui fama: perciò, oltre la falsa testimonianza, la calunnia, la bugia, la detrazione o mormorazione, l'adulazione, il giudizio e il sospetto temerario.

207. Che ci ordina l'ottavo comandamento? 
L'ottavo comandamento ci ordina di dire a tempo e luogo la verità, e d'interpretare in bene, possibilmente, le azioni del prossimo.

208. Chi ha danneggiato il prossimo nel buon nome accusandolo falsamente o sparlandone, a che cosa è obbligato? 
Chi ha danneggiato il prossimo nel buon nome accusandolo falsamente,o sparlandone, deve riparare, per quanto può, il danno arrecato.

NONO COMANDAMENTO

209. Che ci proibisce il nono comandamento « non desiderare la donna d'altri » ? 
I1 nono. comandamento non desiderare la donna d'altri ci proibisce i pensieri e i desideri cattivi.

210. Che ci ordina il nono comandamento?  

Il nono comandamento ci ordina la perfetta purezza dell'anima e il massimo rispetto, anche nell'intimo del cuore, per il santuario della famiglia.

DECIMO COMANDAMENTO

211 Che ci proibisce il decimo comandamento " non desiderare la roba d'altri"?  
Il decimo comandamento Non desiderare la roba d'altri ci proibisce l'avidità sfrenata delle ricchezze, senza riguardo ai diritti é al bene del prossimo.

212 Che ci ordina il decimo comandamento? 
Il decimo comandamento ci ordina di essere giusti e moderati nel desiderio di migliorare la propria condizione, e di soffrire con pazienza le strettezze e le altre miserie permesse dal Signore a nostro merito, poichè a al regno di Dio dobbiamo arrivare per via di molte tribolazioni"* * Atti, XIV, 21.




Catechismo di Pio X - Indice 

giovedì 11 ottobre 2012

I Dieci Comandamenti

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Incontriamo oggi nel nostro viaggio i Dieci Comandamenti, affronteremo questo tema grazie alle parole degli ultimi due Pontefici ed al Catechismo della Chiesa Cattolica.

Nell'udienza generale dell'1 marzo 2000, Papa Giovanni Paolo II riguardo ai Dieci Comandamenti ha ricordato le parole del Deuteronomio: Ascolta Israele ...Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli” (6,4-7). “I Dieci Comandamenti schiudono davanti a noi l'unico futuro autenticamente umano e questo perché non sono l'arbitraria imposizione di un Dio tirannico. Jahvè li ha scritti nella pietra, ma li ha incisi soprattutto in ogni cuore umano quale universale legge morale valida ed attuale in ogni luogo ed in ogni tempo”.

E ancora il Santo Padre Giovanni Paolo II (nell'omelia della Messa celebrata ad Amman, in Giordania, il 21 marzo 2000, nell'ambito del pellegrinaggio giubilare in Terra Santa) ha definito i Dieci Comandamenti “la divina pedagogia dell'amore, poiché indicano l'unico cammino sicuro per il compimento del nostro anelito più profondo: l'insopprimibile ricerca dello spirito umano del bene, della verità e dell' armonìa “. Mentre nella santa Messa celebrata per i giovani sul Monte delle Beatitudini, il 24 marzo 2000, ha ricordato che la Legge e le Beatitudini insieme tracciano il cammino della sequela di Cristo e il sentiero regale verso la maturità e la libertà spirituali”, aggiungendo che i Dieci Comandamenti possono sembrare negativi, ma non lo sono, perché andando oltre il male che nominano, indicano il cammino verso la legge d'amore che è il primo e il più grande dei Comandamenti: 'Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente ... Amerai il prossimo tuo come te stesso' (Mt 22, 37-39). Gesù stesso afferma di non essere venuto per abolire la Legge, ma per darle compimento (cfr. Mt 5,17). Il suo messaggio è nuovo ma non distrugge ciò che già esiste”. 

Ancora, durante la Messa celebrata il 26 marzo 2000, nella chiesa del Santo Sepolcro, il Papa ha affermato che attraverso il Decalogo e la legge morale inscrìtta nel cuore umano (cfr. Rm 2,15), Dio sfida radicalmente la libertà di ogni uomo e di ogni donna. Rispondere alla voce di Dio che risuona nel profondo della nostra coscienza e scegliere il bene è l'uso più sublime della libertà umana”.


Papa Benedetto XVI nel suo libro "Dio e il mondo. Essere cristiani nel nuovo millennio. In colloquio con Peter Seewald" scritto quando ancora era cardinale scrive: "
I Dieci Comandamenti sono considerati dalla Chiesa espressione della premura di Dio per l

'uomo, devono indicarci la via per vivere meglio". 




I Dieci Comandamenti
Sintesi per la catechesi

Ascolta Israele! Io sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio all’infuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d’altri.
10. Non desiderare la roba d’altri.

La Chiesa (numero 2064 del Catechismo della Chiesa Cattolica) fedele alla Scrittura e in conformità all'esempio di Gesù, ha riconosciuto al Decalogo un'importanza e un significato fondamentali. Lo insegna, lo propone a tutti, invita tutti alla conversione. E facendolo, invita anche se stessa, i suoi appartenenti, a convertirsi. In Gesù vi sono due aspetti che convivono: la totale intransigenza nei confronti del peccato, la più grande misericordia per i peccatori. 


La veggente di Medjugorje Vicka ci ricorda che: "Una persona che si comporta contro Dio, che non prega, che non segue i comandamenti di Dio, ecco, quella persona ha già scelto il proprio inferno. Tutto dipende dalla nostra libera scelta. Una persona che vuole andare all'inferno va, per le altre c'è sempre la possibilità di salvarsi".

Infatti anche Padre Gabriele Amorth alla domanda: Qual è il modo per difendersi dal maligno? Risponde senza esitazioni: "Ritornare ai dieci Comandamenti, alle leggi di Dio. Vedere che le leggi di Dio non sono proibitive, ma leggi di salvezza. Ritornare ad amarci, ritornare alla concordia, ritornare all’onestà. Oggi la società è basata proprio sull’ingiustizia: bisogna ritornare a Dio".

Vediamo ora di affrontare i Dieci Comandamenti con l'aiuto del Catechismo della Chiesa Cattolica (Parte terza "LA VITA IN CRISTO" - Sezione seconda "I DIECI COMANDAMENTI"):

«Maestro che cosa devo fare...?»

 Al punto 2052 ci ricorda le parole di Gesù in risposta alla domanda: « Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? ». Al giovane che gli rivolge questa domanda, Gesù risponde innanzi tutto richiamando la necessità di riconoscere Dio come « il solo Buono », come il Bene per eccellenza e come la sorgente di ogni bene. Poi Gesù gli dice: « Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti ». Ed elenca al suo interlocutore i comandamenti che riguardano l'amore del prossimo: « Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre ». Infine Gesù riassume questi comandamenti in una formulazione positiva: « Ama il prossimo tuo come te stesso » (Mt 19,16-19).

Al punto seguente (2053) a questa prima risposta se ne aggiunge subito una seconda: « Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi » (Mt 19,21). Essa non annulla la prima. La sequela di Gesù implica l'osservanza dei comandamenti. La Legge non è abolita, ma l'uomo è invitato a ritrovarla nella persona del suo Maestro, che ne è il compimento perfetto. Nei tre Vangeli sinottici, l'appello di Gesù, rivolto al giovane ricco, a seguirlo nell'obbedienza del discepolo e nell'osservanza dei comandamenti, è accostato all'esortazione alla povertà e alla castità. I consigli evangelici sono indissociabili dai comandamenti.

Al punto (2055) troviamo la domanda posta a Gesù: « Qual è il più grande comandamento della Legge? » (Mt 22,36), Gesù risponde: « Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti » (Mt 22,37-40). Il Decalogo deve essere interpretato alla luce di questo duplice ed unico comandamento della carità, pienezza della Legge:
« Il precetto: Non commettere adulterio, Non uccidere, Non rubare, Non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore » (Rm 13,9-10).

Il Decalogo nella Sacra Scrittura

Al numero 2056 troviamo: La parola « Decalogo » significa alla lettera « dieci parole » (Es 34,28; Dt 4,13; 10,4). Queste « dieci parole » Dio le ha rivelate al suo popolo sulla santa montagna. Le ha scritte con il « suo dito », a differenza degli altri precetti scritti da Mosè. Esse sono parole di Dio per eccellenza. Ci sono trasmesse nel libro dell'Esodo e in quello del Deuteronomio. Fin dall'Antico Testamento i Libri Santi fanno riferimento alle « dieci parole ». Ma è nella Nuova Alleanza in Gesù Cristo che sarà rivelato il loro pieno senso. Il Decalogo è un cammino di vita (2057) « Ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi » (Dt 30,16). Al numero 2058 si ribadisce: Le « dieci parole » riassumono e proclamano la Legge di Dio: « Queste parole pronunciò il Signore, parlando a tutta la vostra assemblea, sul monte, dal fuoco, dalla nube e dall'oscurità, con voce poderosa, e non aggiunse altro. Le scrisse su due tavole di pietra e me le diede » (Dt 5,22). Perciò queste due tavole sono chiamate « la Testimonianza » (Es 25,16). Esse contengono infatti le clausole dell'Alleanza conclusa tra Dio e il suo popolo. Queste « tavole della Testimonianza » (Es 31,18; Es 32,15; Es 34,29) devono essere collocate nell'« arca » (Es 25,16; 40,1-3).


Il Decalogo nella Tradizione della Chiesa


Veniamo ora al Decalogo nella Tradizione della Chiesa. Al numero 2067 si afferma: I dieci comandamenti enunciano le esigenze dell'amore di Dio e del prossimo. I primi tre si riferiscono principalmente all'amore di Dio e gli altri sette all'amore del prossimo.

« Come sono due i comandamenti dell'amore, nei quali si compendia tutta la Legge e i Profeti – lo diceva il Signore [...] –, così gli stessi dieci comandamenti furono dati in due tavole. Si dice infatti che tre fossero scritti su una tavola e sette su un'altra ». (Sant'Agostino, Sermo 33)

Al numero 2068 si ricorda Il Concilio di Trento, esso insegna che i dieci comandamenti obbligano i cristiani e che l'uomo giustificato è ancora tenuto ad osservarli. Il Concilio Vaticano II afferma: « I Vescovi, quali successori degli Apostoli, ricevono dal Signore [...] la missione di insegnare a tutte le genti e di predicare il Vangelo ad ogni creatura, affinché tutti gli uomini, per mezzo della fede, del Battesimo e dell'osservanza dei comandamenti, ottengano la salvezza ».

L'obbligazione del Decalogo


Importante è la parte che ribadisce L'obbligazione del Decalogo:

2072 Poiché enunciano i doveri fondamentali dell'uomo verso Dio e verso il prossimo, i dieci comandamenti rivelano, nel loro contenuto essenziale, obbligazioni gravi. Sono sostanzialmente immutabili e obbligano sempre e dappertutto. Nessuno potrebbe dispensare da essi. I dieci comandamenti sono incisi da Dio nel cuore dell'essere umano.

2073 L'obbedienza ai comandamenti implica anche obblighi la cui materia, in se stessa, è leggera. Così l'ingiuria a parole è vietata dal quinto comandamento, ma non potrebbe essere una colpa grave che in rapporto alle circostanze o all'intenzione di chi la proferisce.

«Senza di me non potete far nulla»

Il catechismo ci insegna che consigli evangelici sono indissociabili dai comandamenti. (2074) Gesù dice: « Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla » (Gv 15,5). Il frutto indicato in questa parola è la santità di una vita fecondata dall'unione con Cristo. Quando crediamo in Gesù Cristo, comunichiamo ai suoi misteri e osserviamo i suoi comandamenti, il Salvatore stesso viene ad amare in noi il Padre suo ed i suoi fratelli, Padre nostro e nostri fratelli. La sua persona diventa, grazie allo Spirito, la regola vivente ed interiore della nostra condotta. «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati »



I Dieci Comandamenti


1. IL PRIMO COMANDAMENTO
«Io sono il Signore, tuo Dio: non avrai altri dei di fronte a me»



2. IL SECONDO COMANDAMENTO
«Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo Dio»


3. IL TERZO COMANDAMENTO
«Ricordati del giorno di sabato per santificarlo»


4. IL QUARTO COMANDAMENTO
«Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio»


5. IL QUINTO COMANDAMENTO
«Non uccidere»


6. IL SESTO COMANDAMENTO
«Non commettere atti impuri»


7. IL SETTIMO COMANDAMENTO
«Non rubare»


8. L'OTTAVO COMANDAMENTO
«Non mentire» 
o «Non pronunziare falsa testimonianza»


9. IL NONO E IL DECIMO COMANDAMENTO
«Non desiderare la donna d'altri» 

10. IL DECIMO COMANDAMENTO
«Non desiderare la roba d'altri»








Fonti utilizzate:
http://www.santorosario.net/
http://medjugorje.altervista.org/
http://www.santantonioalberobello.it/

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